Un hantavirus si aggira per l’ ipocrisia dei “buoni”. Intorno ai pro-pal e alle loro offese

Un hantavirus si aggira per l’ ipocrisia dei “buoni”. Intorno ai pro-pal e alle loro offese

11 Maggio 2026 0 Di Lidano Grassucci

L’Hantavirus dello Spirito e la banalità del bene che è ipocrisia malatissima

​Credo che i nostri giorni siano compressi tra questi due poli: l’Hantavirus e l’odio. Masse informi si schierano a favori di cause di cui non conoscono la genesi ma si innamorano della coreografia. Perché ogni manifestazione dei pro-palestina diventa “guerra” contro ogni resto con città devastate e non stanno in Palestina. Ogni posizione diversa diventa scomunica certa con negazione dell’umano che ha mille sfaccettature. C’è una presunzione di ricchi signori della grassa Europa di essere civili e buoni, restando ignoranti e per questo cattivi. Perché le manifestazione pro pal non ci sono ad Amman, a Tunisi, a Ryad, a Dubai? Eppure sono musulmani, eppure sono arabi, eppure stanno tra loro come noi con i cugini di Francia, di Spagna, di Portogallo. Non ho visto manifestazioni pro Pal negli emirati arabi uniti. Ma l’ ho visto a Priverno, a Sezze a… Fate voi. Ho visto omosessuali con la bandiera di Palestina in occidente, mai palestinesi con le bandiere del mondo omosessuale. Ho visto emancipate donne europee protestare per i diritti di Palestina, e vivadio, ma mai dire delle condizioni delle donne in quel mondo. Ma certo non si vuole emancipate alcuno, ma sentirsi fichi di usare le libertà di occidente per negarlo. Insomma protestano nelle democrazie per salvare le teocrazie, le auocrazie, i tiranni. Sono così laici da tollerare il diritto coranico. Dio dell’ ipocrisia non salvarli.

Veniamo a oggi

​Uomini e donne smisuratamente ricchi si spingono verso i confini del globo, convinti di esserne i padroni. Solcano mari remoti alla ricerca di uccelli necrofagi e si addentrano dove i topi prosperano tra i resti della vita. Ignorano che la natura, pur se incontaminata, non è “buona”. In quegli spazi desolati, i padroni del mondo scoprono di essere il nulla.

​La maschera della bontà

​È lo stesso meccanismo dei “buoni” di professione, quelli che proiettano il male sugli altri — su chi vive una vita normale — per autoproclamarsi speciali. Si dicono privi d’odio, salvo poi rivelarsi feroci, come chi deride l’immobilità altrui o chi va per mare a salvare sirene che restano miti, mai verità.

​La verità è che la vita è sporca.

​Anche al Polo Sud esistono le discariche.

​Anche nel paradiso terrestre c’è bisogno di un gabinetto.

​Le “anime salve” non appartengono alla Storia; hanno bisogno delle fogne, esattamente come le città degli uomini di cui scriveva Sant’Agostino.

​Il contagio della presunzione

​Eccoli, i miliardari dell’esistenza, infettati da quell’Hantavirus dell’anima che consiste nel sentirsi bravi, umili e giusti, mentre nascondono solo una profonda pigrizia del pensiero.

​Offendono perché incapaci di comprendere. Offendono parlando di un mondo malato, mentre loro stessi si fanno pellegrini in una discarica di carcasse alla fine del mondo. Hanno contratto il virus per la presunzione idiota di sentirsi nel giusto restando ciò che sono sempre stati: niente.

Ecco siamo vittime di un mondo che va per discariche pensando che siamo buone e poi trovano il male per loro e per il mondo