Tiero è libero, ma non capisco perché non lo è stato
16 Maggio 2026Hanno scarcerato Enrico Tiero. Bene? No, manco per niente, visto che non capisco proprio perché lo abbiano dovuto mettere ai domiciliari. Il nodo non è il “rimedio” di oggi, ma una misura cautelare che, rispetto ai fatti, non serviva affatto.
Capisco le pruderie dei tanti che pensano che il male alberghi sempre negli altri, facendo eccezione per la propria ipocrisia; io, invece, credo nell’innocenza di tutti e non nella colpevolezza preventiva degli altri.
Tiero non poteva fuggire: lui già a Pomezia si sente mancare l’aria. Non poteva reiterare il reato, visto che non si è ancora capito se un reato lo abbia commesso davvero. Inquinare le prove? Dopo mesi e anni di indagini, cosa c’era rimasto da inquinare?
Si è arrivati persino a negargli di vedere la madre… La chiamate giustizia? Io la chiamo vendetta sociale. Se Tiero, o chi per lui, non sta simpatico, basta non votarlo. E la morale? Ciascuno dovrebbe pensare alla «legge morale in me», per dirla con Kant.
Se un uomo non è libero, non lo sono neanche io. La condanna e la pena devono essere l’eccezione estrema, e solo oltre ogni “ragionevole dubbio”. Tiero deve essere libero: da oggi lo accuseranno da uomo libero e da uomo libero si potrà difendere. Fino a condanna definitiva, resta un cittadino libero.
Sono garantista, non amo i linciaggi mediatici né i processi politici. E per i processi concreti? Semplice: aspetto e leggo le sentenze di un giudice terzo.
Ah, chiedo scusa, dimenticavo che ho perso il referendum: intendevo le sentenze del collega dell’accusatore.


