Latina, l’invasione delle tartarughe nel laghetto di San Marco peggio dei lanzichenecchi. Chiesto l’intervento dell’Onu dal Comune

Latina, l’invasione delle tartarughe nel laghetto di San Marco peggio dei lanzichenecchi. Chiesto l’intervento dell’Onu dal Comune

10 Giugno 2026 0 Di Lidano Grassucci

Dice che al laghetto del Parco San Marco, a Latina, ci sono 30, dico trenta, tartarughe. Secondo gli esperti sono troppe e, per di più, sono “immigrate”: ergo, pericolose per gli abitanti indigeni del lago.

Che cosa si fa? La prima idea sarebbe fare come si fa con un’invasione di topi: chiamare il pifferaio magico, arruolare qualche bel gatto che sappia fare il proprio mestiere oppure trasferire gli “alieni” in posti meno alieni.

Invece da noi? Si fa una riunione. La situazione è talmente difficile che si convoca la Regione e, perché no, anche la Nato, i caschi blu dell’Onu, Santa Romana Chiesa, magari con tanto di appello del Papa agli uomini di buona volontà.

Non esiste più una soluzione semplice. Non vorrei che qualcuno arrivasse a invocare la reimmigrazione delle Trachemys scripta elegans dalle guance rosse, questo il nome delle tartarughe aliene.

Detta così, sembra che queste tartarughe stiano preparando la fine del mondo, a partire dall’eliminazione dei germani reali. Del resto lo sanno tutti: le tartarughe sono repubblicane.

Leggo e penso agli articoli in cui si vorrebbero segregare in casa i gatti perché sono predatori, e pure efficienti. “Carcerare” i mici — come stanno facendo in Australia — sarebbe la nuova frontiera di chi vuole intervenire su tutto con la ragione degli uomini e non con le ragioni della natura, che dell’uomo comprendono anche gli istinti.

Se ci sono troppe tartarughe, si portano altrove. Se si vogliono relegare in casa i gatti, si rinuncia a degli amici e a trionfare saranno i topi.

Addirittura, al Comune di Latina, per 30 tartarughe — manco fosse la biblica invasione delle cavallette — è stato chiesto l’intervento della Regione Lazio. Insomma, il Comune di Latina non sa gestire 30 tartarughe, sia pure “straniere”.