LO STRANO CASO LATINA: ULTIMI COME QUALITA’ DELLA VITA MA PRIMI PER TASSE

LO STRANO CASO LATINA: ULTIMI COME QUALITA’ DELLA VITA MA PRIMI PER TASSE

18 Giugno 2026 0 Di Davide FacilePenna

La città di Latina è ormai un caso di studio più unico che raro in termini di sociali, economici e politici. Lo è stata nelle elezioni comunali del 2021 in cui si verificò la situazione dell’“anatra zoppa” (Sindaco di un colore e maggioranza consiliare di un altro) ma anche nell’ingarbugliata storia dei ristori nucleari prima non richiesti ma poi pretesi e contesi. Per non parlare della fallimentare vicenda dell’intermodale con il Comune che, ad inizio anni duemila, si mise in testa di fare l’imprenditore mentre lo Stato nazionale privatizzava le imprese pubbliche. Nulla al confronto però del testa-coda, ormai costante da anni, che si realizza se si raffrontano la classifica della qualità della vita e la classifica dell’imposizione fiscale. Quando il Sole 24 ore pubblica, annualmente, la famosa e impietosa Classifica della Qualità della Vita dei centosette capoluoghi di provincia d’Italia, Latina campeggia stabilmente nelle parti bassissime della classifica. A dicembre del 2025 era 83° nella classifica generale ma quest’anno potrebbe fare anche molto peggio. A maggio sempre il Sole 24 ore ha pubblicato un’indagine preliminare basata sulla qualità della vita per tre categorie specifiche: bambini, anziani e giovani. In tutte e tre le speciali categorie Latina si posiziona agli ultimissimi posti (97° posto per i bambini 95° per i giovani e 98° posto per gli anziani). Dato sconfortante e sorprendente soprattutto se si pensa che nel Lazio è la città con la popolazione più giovane e possiede uno dei livelli di maggiore vivacità dell’imprenditoria giovanile in Itala (25° nella classifica del Sole 24 ore). Tutto cambia se invece si guarda alle addizionali IRPEF che sono imposte calcolate sul reddito delle persone fisiche che si aggiungono all’IRPEF nazionale. Queste vengono istituite e incassate direttamente dalle Regioni e dai Comuni per finanziare i servizi pubblici sul territorio. Latina è una delle città maggiormente tartassanti dell’intero Stivale per il cosiddetto ceto medio. I cittadini latinensi sono oberati dall’aliquota della Regione Lazio (3,33% sui redditi oltre i 15.000 euro) che è la più alta d’Italia e si somma a quella comunale (0,8% per redditi superiori a 8.000) euro che è la massima possibile. Il combinato disposto piazza Latina tra le prime dieci in Italia per aggressione alle tasche dei cittadini. Per meglio capire che significa in termini monetari questo valzer di aliquote basta dare una lettura allo Studio su addizionali regionali e comunali a realizzato al Servizio Stato Sociale, Politiche Fiscali e Previdenziali, Immigrazione della UIL. I sindacalisti della UIL si sono concentrati sull’impatto delle aliquote addizionali su due fasce di reddito (20.000 e a 40.000 euro). Se si prendono in esame tutte le città capoluogo di provincia, per la fascia di reddito pari a 20.000 euro, Latina è l’ottava più onerosa con un prelievo annuo di 586 euro. Mentre per la fascia di reddito pari a 40.000 mila euro, è addirittura sesta con un esborso annuale di euro 1.412. Questo ovviamente è solo il salasso per le addizionali IRPEF perché poi ci sono tutti gli altri tributi locali come IMU e TARI. Soprattutto la tariffa dei rifiuti pesa sui cittadini secondo uno Studio di Osservatorio prezzi e tariffe di Cittadinanzattiva. Il picco assoluto c’è stato nel 2023 con un balzello medio di 460 euro a famiglia che ha permesso alla fu Littoria di piazzarsi nella top ten delle città più costose per il servizio di nettezza urbana. Nel 2025 la bolletta media per i latinensi è stata di “soli” 438 euro e non è più tra le prime dieci d’Italia ma “solo” la più alta del Lazio anche se con una bella differenza con le altre province. A Roma la spesa media TARI è stata di 396 euro seguita da Rieti (380 euro), Viterbo (354) e per ultima Frosinone (344). Fatto paradossale visto che a Latina non si è ancora riusciti a far partire in tutta la città la differenziata porta a porta. Latina, volendo prendere per buone le classifiche citate, è una delle città italiane nelle quali si vive peggio, si hanno servizi più scadenti ma si pagano più tasse. Qua sono due le cose: o le classifiche sulla qualità della vita non valgono un tubo o i cittadini latinensi sono adepti ferventi del buddismo zen perché pagano tanto e non ricevono, quasi, niente ma continuano a votare diligentemente senza troppe lagne.