Hanno “sfrattato” Pennacchi, sparito il bandone al mare e “caduta” l’indicazione della via
27 Giugno 2026Si chiamavano prefiche ed avevano il compito di piangere a pagamento ai funerali nella antica Grecia e a Roma. Ecco credo che queste figure siano la trasposizione plastica di quanto ci racconto. Tutto inizia il 18 dicembre del 2023, tre anni fa. Una storia un poco kitsch al suo inizio, molto “ignorante” al suo finire (ignorare, nel senso di non sapere).
Hanno sfrattato Antonio Pennacchi senza che nessuno dicesse nulla. Tempo fa l’amministrazione comunale, al suo esordio e in preda a una vena di grandeur, appese un “poster gigante” — sul modello di quelli in voga in Corea del Nord — con la faccia di Pennacchi sul muro dell’idrovora di Capoportiere, cambiando persino il nome alla strada passando la via del Lido a via Pennacchi.
Personalmente trovai il tutto molto “da strapaese”; l’iniziativa di figli che si sentivano in debito col padre, ma che non volevano certo ereditarne i guai, compreso quello di “pensare diversamente”, che era poi la vera cifra stilistica di Pennacchi.
E ora? Il “posterone”, già logorato dalla polvere, è finito sotto l’impalcatura per la ristrutturazione dell’idrovora, mentre la targa di intitolazione della via, con il nome dello scrittore. giace a terra sulla rotonda.
In compenso, però, al teatro comunale abbiamo il recital di Ranucci, che racconterà da “puro” l’impurezza degli altri. Ho sempre pensato che quel “posterone” fosse di pessimo gusto e ho anche espresso l’opinione che andasse tolto, anche per quanto era sporco di polvere e sbiadito della salsedine.
Ma rimuoverlo nei fatti, senza avere il coraggio di deciderlo politicamente e pubblicamente, è vile.
Sarebbe stato stimolante, invece, organizzare a teatro, al D’Annunzio, un evento su Pennacchi, con tanto di litigi, polemiche e qualche liberatorio “vaffanculo”, proprio come avrebbe fatto lui.
Ma per fare questo ci vorrebbe uno straccio di politica culturale, non una moda comunicativa finalizzata solo a fare cassetto.
Ciao Antonio, ti saresti incazzato e lo faccio io che sai di te condivo niente, anche meno ma ha una grande virtù pensi, e qui il pensiero è più raro del gracidare delle rane, eppure una volta era la musica di questo posto.
Nella foto la cerimonia del bandone il 18 dicembre 2023


