IA-analfabetismo!

IA-analfabetismo!

2 Luglio 2026 0 Di Davide Venditti

Esiste una parola che probabilmente entrerà nel vocabolario dei prossimi anni: IAnalfabetismo.

Con questo termine si può definire l’incapacità di riconoscere, comprendere e valutare criticamente i contenuti prodotti dall’intelligenza artificiale. L’IAnalfabeta è colui che guarda un video, ascolta una voce, osserva una fotografia o legge un testo senza essere in grado di domandarsi se ciò che ha davanti sia reale oppure generato artificialmente.

Per oltre un secolo abbiamo imparato a leggere e a scrivere. Poi abbiamo imparato a usare Internet. Oggi tutto questo non basta più. Nell’epoca dell’intelligenza artificiale non è sufficiente saper utilizzare uno smartphone: bisogna saper distinguere il reale dal sintetico.

L’IAnalfabetismo rappresenta una nuova forma di vulnerabilità. Chi ne è affetto può essere manipolato da un deepfake, ingannato da una voce clonata, convinto da immagini mai esistite o trascinato da campagne di disinformazione costruite interamente da algoritmi. Non perché manchi di intelligenza, ma perché gli manca un nuovo tipo di alfabetizzazione, quella necessaria per vivere nell’era dell’intelligenza artificiale.

Non è un caso che anche il diritto europeo abbia iniziato a muoversi in questa direzione. L’, all’articolo 4, introduce il principio dell’alfabetizzazione in materia di intelligenza artificiale, imponendo ai fornitori e agli utilizzatori di adottare misure volte a garantire, per quanto possibile, un livello sufficiente di conoscenza dell’IA. È un principio destinato a diventare sempre più centrale: non basta costruire sistemi sicuri, occorre anche costruire cittadini capaci di comprenderli.

Forse il vero spartiacque del XXI secolo non sarà tra chi usa l’intelligenza artificiale e chi non la usa. Sarà tra chi riesce ancora a distinguere ciò che è umano da ciò che è artificiale e chi, invece, ha perso questa capacità.

Per questo l’IAnalfabetismo potrebbe diventare una delle grandi sfide culturali del nostro tempo. Così come l’analfabetismo tradizionale impediva di comprendere un libro, l’IAnalfabetismo impedirà di comprendere la realtà digitale. E una società incapace di riconoscere ciò che è autentico rischia di lasciare che siano gli algoritmi a decidere, non solo cosa vedere, ma anche cosa credere, cosa votare…