San Lidano, i Lidano e il battesimo dell’ asino
2 Luglio 2026Che tempo grigio. Il caldo di ieri con la sua afa, e la pioggia di oggi. Torno a Sezze e, ogni volta che lo faccio, mi sento diviso tra il piacere di tornare e il dispiacere che il posto in cui torno non è più quello da cui sono partito.
Devo officiare una cerimonia, una cosa seria: così nuova, eppure vecchia di mille anni. Abbiamo appuntamento davanti alla cattedrale di Sezze – concattedrale della diocesi di Latina, Terracina, Sezze e Priverno – un appuntamento con altri Lidano. Piove. Forse quel che vogliamo fare non si può fare. Piove fitto, così come ieri il caldo era fitto. L’aria, ora, è fresca.
Dobbiamo, in nome di Lidano, battezzare un asino. Simbolicamente, dobbiamo rendere “umane”, cristiane, creature che erano pagane. Senza riscatto.
Arrivo. La piazza è vuota. Dalla chiesa escono le signore della parrocchia che ridono e mi fanno gli auguri; mi riconoscono, mi conoscono, Loretta, Angela, Maria Letizia, e si riconoscono in questo nome. Mi piace: in fondo non c’è male a essere noi stessi, originali ma mai sopra le righe. Salutano e mi chiedono degli altri. Dico: «Arriveranno».
Prendo un caffè in un bar e incontro Lidano Mattei: siamo in due. Poi arriva Lidano Caldarozzi e siamo in tre; poi Lidano Giorgi, poi Lidano Arduini, poi Lillo la Scafarola, poi Lidano il caposantaro, Lidano Marchionne, Lidano Palombi, poi… Giannetto, che non si chiama Lidano e lo nominiamo fotografo esterno; e Marco, che assoldiamo in quanto padrone dell’asino “Santo Lidano”. Le suore e le ragazze spagnole della parrocchia escono e trovano curiosi questi signori, non certo bimbi, che parlano di Lidano. Dopo mille anni siamo ancora qui, davanti a un asino.
In corteo entriamo dentro Santa Maria fino alle spoglie del Santo: la teca con il teschio e la gengiva che sanguinò dopo secoli quando cadde un dente; poi, sotto l’altare, il corpo del Santo senza testa; e dietro, a “chiudere” l’altare, la sua statua. Un corteo laico, con chi crede nel Signore e chi dubita, ma tutti immersi dentro quella cristianità setina che coincide con la vita. Tutta, infinita.
L’asino è docile. Racconto di quando mio nonno Lidano litigò con il suo asino: uno scontro feroce in cui non ho mai capito chi fosse l’uomo e chi l’animale. Una cosa però la so… vinse nonno.
Si parla in lingua sempre più stretta.
Dimenticavo… non piove più. Ha fatto l’acqua che serviva alle cocozze, le zucche; ora è tempo di battesimo e non piove più. Miracoli di San Lidano? Ci crediamo? Non piove più, questo è un fatto.
Il 16 a Sezze ci sarà il primo congresso mondiale dei Lidano. Trump e Putin ci hanno chiesto di intervenire, ma gli abbiamo detto che per loro non si può: non abbiamo tempo da perdere con la grandezza del mondo, perché siamo troppo orgogliosi del nostro piccolo mondo.
Evviva Lidano, uno per uno, tanto siamo pochi.


