Ranucci: fratelli d’Italia “chiede” l’inchiesta alla Rai, Latina lo invita a teatro e nessuno “chiede”
10 Luglio 2026Segnalammo su queste colonne che la scelta di inserire Sigfrido Ranucci nel cartellone della prossima stagione del Teatro Comunale D’Annunzio di Latina era stata un poco “leggera”, poco ponderata. Certo, Ranucci deve dire la sua – è la libertà di espressione –, ma non deve esserci solo la sua voce. In Comune, dove manca un assessore alla cultura (il che equivale a non avere l’ufficiale di rotta, convinti che tanto basti il capitano ma nessuno sa leggere una bussola e sa cosa è un sestante), liquidarono la faccenda con un’alzata di spalle: “Ma sì, che fa?”.
E invece fa? Oggi Fratelli d’Italia nazionale chiede verifiche urgenti in Rai su Ranucci, sollevando polveroni su bombe, amicizie, relazioni e sospetti. Dunque, ricapitoliamo: a Roma Fratelli d’Italia invoca un’indagine interna sul conduttore di Report, mentre a Latina lo invitano a fare show. Ma il sindaco di Latina non è espressione dello stesso partito?
A complicare il quadro si aggiungono le parole di Paolo Corsini, direttore degli approfondimenti Rai (in quota FdI), che ha dichiarato: “Chi aveva problemi con Report andava da Lavitola”.
Viene da chiedersi: Latina è un altro mondo o è semplicemente fuori dal mondo?
Aggiungo, per inciso, che fatico ancora a cogliere il nesso tra il cartellone di una stagione teatrale e la presenza di un giornalista che fa inchieste e opinione.
Ma la cosa più grave è il silenzio. Possibile che nessuno in Comune chieda ragione di questa scelta? Nessuno presenta un’interrogazione? Nessuno chiede un dibattito? La cultura vive anche di polemica e di scontro; qui invece c’è solo il vuoto. È una situazione triste: l’assenza di un assessore alla cultura è ormai evidente, ma ciò che manca davvero è la cultura della democrazia.
Palmiro Togliatti non avrebbe mai invitato Giovannino Guareschi al Festival dell’Unità, così come Fortebraccio non sarebbe mai stato ospite alle feste del Santo Patrono. Eppure, parliamo di figure che sapevano scrivere ed erano coltissime. Il loro confronto sarebbe stato divertente; questo silenzio, invece, è triste quanto una puntata di Report e un poco paradossale come certe bombe amiche.
Cosa ne penserà il capogruppo di Fratelli d’Italia Cesare Bruni? Cito lui per Cultura, militanza.


