Latina, la città che “stappa” il lago che non sa di avere

Latina, la città che “stappa” il lago che non sa di avere

11 Luglio 2026 2 Di Lidano Grassucci

​Il lago di Fogliano lo stanno “stappando”. Bene, finalmente. Un lago che muore è un mondo che svanisce. Eppure il problema si ripropone: ma Latina ce l’ha un lago? Così come ci si chiede: ma Latina ce l’ha il mare? Perché il vero paradosso di Latina è il “non avere”: ogni cosa che possiede, sembra scomparire nell’indifferenza.

​Volete l’elenco?

Secondo la vulgata comune, Latina non ha un lago, non ha il mare, e non ha nemmeno un Parco Nazionale. Non ha una via Appia diventata patrimonio dell’umanità, né l’unica scuola di volo a elica dell’Aeronautica Militare. Non ha un conservatorio tra i migliori d’Italia (e quindi del mondo), così come non ha un sogno nucleare – ma in compenso ha tanta paura. Non ha nemmeno un ospedale che, per metà, è il dono di una signora che amava questo posto e il ricordo di suo figlio: Maria Corsetti, vedova Porfiri.

​E allora cosa ha?

Sulla carta ha tutto: ha le terme, ha linee ferroviarie ad alta velocità tra Latina Scalo e Piazza del Popolo, ha ospedali futuristici ancora da fare, ha palazzi tutti “laureati” con 110 e lode, e poi porti, aeroporti e autostrade. Tantissime autostrade.

​Ecco, cosa vi devo dire. Fogliano fece da sfondo al primo Sandokan: erano i mari e le coste dell’Asia a soli tre chilometri dalla “quadra e squadro” Piazza del Popolo. Che bello sarebbe valorizzare quello che si ha, e conoscerlo davvero per capire se stessi.

​Ma Latina, evidentemente, non sa del suo lago.