Latina/ Ponte sul Mascarello e la questua

Latina/ Ponte sul Mascarello e la questua

12 Luglio 2026 0 Di Lidano Grassucci

E va dato atto a chi lo ha fatto in Consiglio comunale di averlo fatto, perché prima e per 10 anni non si è mai fatto. Ora aggiungiamo fatti

​Il ponte sul Mascarello è una metafora: pericolante quasi dieci anni fa, è rimasto in un limbo di pericolo fino a oggi. Come fosse un’opera inutile, che poteva permettersi il lusso di crollare con comodo. Dietro questa inerzia si nasconde l’idea che il mare sia solo una spiaggia a uso personale, slegata da quella successiva, un orizzonte che finisce esattamente sulla punta del nostro naso.

​Quel ponte univa il nostro litorale da Ostia al Circeo, permettendo di viaggiare “mare-mare”. Lo abbiamo interrotto, e per dieci anni questa ferita è passata nell’indifferenza generale: la zona oltre il Mascarello, verso Nettuno, è diventata una discarica dimenticata, un tratto di mare considerato inutile. Il tutto senza un briciolo di vergogna da parte di una classe dirigente che, invece di risolvere il problema, si è trasformata in questuante nei confronti di Sogin, la società che gestisce la vicina centrale nucleare.

​Una regola di buon senso avrebbe voluto che il Comune riparasse il ponte con risorse proprie, sedendosi poi al tavolo con Sogin per progettare ben altro: un polo per l’intelligenza artificiale e per la gestione dell’energia, proprio come emerso nel recente convegno “comunardo”. Se hai un figlio al gelo e senza vestiti, non aspetti lo zio d’America per fargli avere una maglia, la compri tu; allo zio, semmai, chiedi di sostenergli gli studi in un’università americana.

​Ora il ponte finalmente arriverà, ed è giusto. Ma l’ingiustizia di questo decennio perso resta tutta.

E va dato atto a chi lo ha fatto in Consiglio comunale di averlo fatto, perchè prima non si è mai fatto