I 20 minuti del soldato russo

I 20 minuti del soldato russo

21 Luglio 2026 0 Di Lidano Grassucci
Un soldato russo al fronte ucraino, in caso di assalto, ha venti minuti di vita. Sono ragazzi. Sono poveri. Forse non sapevano neanche dove fosse l’Ucraina prima di andarci a morire. Hanno madri, sorelle, fratelli, padri: sono esseri umani a cui viene negata l’umanità.

​Venti minuti. Il tempo di un caffè, di una breve conversazione, di un saluto. Il tempo di buttare la pasta nell’acqua bollente e non farla scuocere. Contateli, venti minuti.

​Vedete, qui non parlo di giusto o di sbagliato: parlo di una fine senza appello e senza colpa, e non capisco perché. “Conquistò nazione dopo nazione e quando fu davanti al mare si sentì un coglione”, recita una strofa di Stranamore di Roberto Vecchioni. Perché? Muoiono e indignano donne e bambini, è vero, ma un ragazzo di diciotto anni non muore di meno. Ha certo un’arma che offende, ma da un’altra arma viene offeso. Venti minuti, il tempo di leggere questo testo.

​Diranno che anche altrove si muore. Certo che sì, ma non possiamo, in ragione di altro, far finta di non vedere questo. Moriremo tutti, nessuno escluso, ma almeno non senza aver prima vissuto. A contare i morti e il tempo dei soldati russi è la CIA americana: neanche loro sono dei santi, ma per chi muore questo è del tutto indifferente.

​Cito i Nomadi, che cantano: “Per fare un bimbo basta un’ora d’amore, per fare un uomo ci vogliono vent’anni, per il dolore basta un minuto”. Io aggiungo che per morire non ci vuole neanche quel minuto.

​Perché lo dico? Perché facciamo analisi, emettiamo giudizi e non vediamo il ragazzo che muore, sommerso dal totale dei caduti, dalle paure dei vivi e dalla tristezza di chi non ha il coraggio di sentirsi inutile davanti a queste “inutili stragi”. Guardando pacifinti che si mostrano buoni, ma che restano solo inumani di fronte a chi muove la guerra, come Putin contro l’Ucraina e Hamas contro Israele.

Chiudo con una citazione di Francesco De Gregori che ricorda nel cuoco di Salò che anche dalla parte sbagliata si muore. Ma quella parte sbagliata ha sacerdoti del male e satrapi che vogliono far passare per martirio: la Patria o dio non hanno bisogno di martiri ma di vivi.