La copia sola di Repubblica all’edicola della stazione di Latina
22 Luglio 2026Ho fatto per anni il pendolare con Roma, in fasi diverse della mia vita. Il fare spesso le stesse cose ti porta a creare relazioni, come la mia con Davide e Marco, i due fratelli che gestiscono l’edicola della stazione di Latina. Due bravi ragazzi che si alzano quando non c’è ancora il sole e da Terracina vengono fin qui. Sono spiritosi, allegri.
Faccio le mie solite battute, loro ridono e io rilancio. Mi fanno il biglietto di andata e ritorno, mentre dietro di me altri viaggiatori aspettano il loro turno. Poi il mio sguardo cade sui banchi dove un tempo stavano stipati i quotidiani. Oggi sono come un uomo che hai conosciuto obeso e che ora ritrovi drammaticamente sottopeso.
Uno dei fratelli mi guarda e mi fa: «Sai quante copie di Repubblica ho venduto ieri?».
Repubblica: il giornale della sinistra “intelligente”, della sinistra che sta sempre dalla parte del giusto e mai del torto, il faro su cui si regolavano i militanti duri e puri nei territori…
«Una sola copia. Una».
Siamo vicini alle nove del mattino e di Latina Oggi le copie già vendute sono tre: comunque il 300 per cento in più di Repubblica.
Esco, vado a prendere un caffè al bar e vedo un signore immerso nella lettura de La Stampa; andrà a Torino, penso.
È così che cambia il mondo. Io ho iniziato quasi sessant’anni fa, quando mia nonna comprava Il Messaggero, in casa arrivava Famiglia Cristiana e in edicola c’era l’imbarazzo della scelta: Paese Sera, l’Avanti!, il Corriere della Sera, Lotta Continua…
Ora ho solo un biglietto di andata e ritorno per Roma, e il silenzio di un’epoca che sfuma.


