Intorno a Roggero, la legge degli uomini e la legge morale in me

Intorno a Roggero, la legge degli uomini e la legge morale in me

24 Luglio 2026 0 Di Lidano Grassucci

Due cose riempiono l’animo di ammirazione e venerazione sempre nuova e crescente, quanto più spesso e più a lungo la riflessione si occupa di esse: il cielo stellato sopra di me, e la legge morale in me.»

Immanuel Kant ​

 

Facile parlare, difficile metterci la faccia e rischiare di rompérsela.

Siamo tutti campioni, riservatamente.

Tutti eroi con un’evidenza verbale che si scontra con la riservatezza della realtà, sempre attenti a non viaggiare contromano.

​Mario Roggero ha ucciso, e uccidere è il reato più grave. Ma Roggero era stato violato a casa sua, più volte, da persone che avevano già fatto del male ad altri. Anche questa è una violenza intollerabile, un’offesa profonda alla libertà.

Quando qualcuno ti priva dell’arbitrio su te stesso, l’istinto di difenderti diventa incontenibile.

​Se fanno del male a mia madre e io arrivo a cose fatte — oltre i tempi tecnici della legittima difesa — e mi avvento sull’aggressore, non sto applicando il diritto, ma chiunque comprenderebbe la mia reazione umana.

L’indifferenza è inumana; la rabbia è contemplata dalla nostra natura; la vendetta è cieca e brutta, ma risiede dentro di noi.

Si commette un reato nell’aggredire un aggressore in fuga, certo, ma dietro quel gesto ci sono ragioni emotive che chiedono comprensione. ​

Le “anime belle” che dal divano pretendono di tracciare la linea netta tra il bene e il male mi fanno pena: millantano di conoscere reazioni e paure che non hanno mai provato. ​Una volta subii un torto a scuola e lo vissi malissimo. Lì per lì non reagii, ma a distanza di anni mi sono vendicato restituendo il colpo.

È stato giusto? No. Ma non siamo fatti di solo diritto: siamo umani.

​Come scriveva Cesare Chiominto: «Piuccio non era omo de lite, ma pe lo giusto si faceva accide.»

​La legge ha le sue logiche e le sue rigide ragioni, ed è giusto che sia così per evitare il caos. Ma noi siamo fatti di carne e sentimenti, e quella “legge morale” che ci portiamo dentro è spesso molto più complessa e sofferta di un codice penale

E’ da condannare Roggero? Sì. Ma a cosa? Al minimo che la rabbia spiega. Personalmente se incazzato non escludo di fare lo stesso.