Giardinetti, il bosco residuo nella dittatura urbanistica e pure le vespe

Giardinetti, il bosco residuo nella dittatura urbanistica e pure le vespe

26 Luglio 2026 0 Di Lidano Grassucci

Metto in fila cose diverse, a Latina il verde è solo area ancora non emancipata dall’ urbanistica e la festa per il parco riaperto è come la presenza di infedeli a messa cristiana.

Il verde è residuo arcaico di quando eravamo contadini e volevamo essere signori, una vergogna da nascondere.
Il nostro sogno? Essere come una Piazza Roma che dal mare arrivasse all’ Appia e non sporcarsi mai le scarpe di fango.
Ieri abbiamo riaperto il parco, sindaci in testa di sinistra e di destra (Matilde Celentano e Damiano Coletta)  e intorno il parco così se stesso, così indifferente. Pini, qualche eucalipto, panchine nuove, un dinosauro e papaveri rossi forse ricordo di canzoni di Fabrizio De Andrè su guerre dei tanti Piero che combattono la vita comunque corta.
Gli alberi residui dentro perimetri di asfalto e poi sarà tutto fastidio di zanzare, silenzio e vuoto. Il parco torna, ben tornato e scusate il ritardo…

PS: nell’ area giochi c’erano vespe, qualche problema il dinosauro con tanto di intervento dei vigili urbani. Vero hanno liberato le farfalle nel loro tempo effimero ma dovevano curarsi delle vespe che effimere non sono