Odissea di Nolan e il volano della maga Circe la prima cittadina di Latina
27 Luglio 2026Al cinema questo è tempo di Odissea: tempo di viaggio, di ritorno, di un fato capace di ardimenti più rigorosi e bislacchi di qualsiasi algoritmo dell’intelligenza artificiale.
Non entro nel merito della pellicola, ma ne leggo le conseguenze: il mondo ha riscoperto il viaggio, la sua circolarità, il contrasto con il ritorno, il Nostos.
Dentro il viaggio di Ulisse — e dentro il film — c’è l’incontro con Circe. Stava qui, dalle nostre parti, e per un anno ci rimase anche lui, l’eroe astuto di Itaca. Qui la maga cercò di amare ed essere amata; e persino i compagni di viaggio diventarono un ostacolo, trasformati in porci per il tempo che il sentimento richiede.
È solo una tappa del viaggio di Ulisse, ma suona come un manifesto. Un’opportunità imperdibile per far conoscere la terra della maga: la sua “isola”, i suoi alberi, i suoi maiali fatti cinghiali, il suo mare su cui navigò l’eroe più astuto della storia.
In vista del centenario della città di Latina, sarebbe bellissimo partire da qui: dal primo viaggio raccontato nella storia, dal primo “dopoguerra” dell’umanità, dal confronto eterno tra la conoscenza e il sentimento, tra il femminile e il maschile. Il posto delle maghe, il posto dove resta quel che perdi ma che ti ritrovi in ogni libro, in ogni sogno.
Il film di Nolan non so se sia bello o brutto; so solo che ha affascinato, avvolto, fatto riscoprire. Usiamolo. Usiamolo per ricordare che qui arrivò Ulisse per uno sbaglio del fato e per l’ira degli Dei, e che qui si visse una storia che da allora è rimasta scolpita nel tempo.
Dal Circeo si vede il mare fin dove l’occhio riesce a spingersi: venite a vedere.
Se non altro per non essere banali nei cento anni di una città così giovane, da avere la Maga Circe all’anagrafe… al numero uno.


