La terra è piatta e le cose sono facili
4 Agosto 2026Di mestiere racconto storie mentre vivo la mia. Guardo il mondo cercando di capirne le cose, per come posso.
Il tempo presente è invece tempo di certezze, di autoconvincimenti. Ciascuno pensa che altro non sia e che tutto sia facile. Ci sono gli stranieri? Cacciamoli. Ci sono i cattivi? Facciamoli diventare buoni. Ci sono i buoni? Che preghino. Tutti capaci di confermare quel che pensano di sapere.
Faccio un esempio: è evidente a tutti che la terra sia piatta, altrimenti saremmo sempre in salita; altrimenti, nel girare, capiteremmo a testa in giù con il sangue al cervello. Evidente che davanti io abbia un piano. Poi? Poi, se ti sposti un poco nel cielo infinito, ti trovi un sasso levigato dallo spazio, una sfera come può. Eppure, visto da qui, è tutto piano. E se non va secondo il piano? Tracciamo una linea e tutto torna.
A Ceuta che ci vuole? Basta armare. Ma come fermi la fame? Come fermi chi è già morte dicendogli che può morire? Non amo il pensiero complesso, non amo il barocco del pensiero: amo il dubbio che mi riguarda e lo consento al prossimo che viene.
Un mio vicino di campo aveva fatto un pozzo per berci lui. Trovò una vena d’acqua possente che sorgeva con forza: poteva tenerla per sé, poteva togliere il disturbo, ma la rese di tutti. Non ci guadagnava niente, ma anche se fosse stato avaro non avrebbe guadagnato nulla. Quando gli chiesi il perché, lui — che si chiamava Gino ed era detto “agli puzzo” — rispose che era meglio del peggio. Il peggio era la sua sete. Certo, quell’acqua era difficile, sapeva d’inferi, di zolfo del diavolo, ma lo dissetava.


