Le Poste si recintano, Latina “cancellata” il suicidio di una città
9 Agosto 2026“l primo uomo che, avendo recinto un terreno, ebbe l’idea di proclamare questo è mio, e trovò altri così ingenui da credergli, costui è stato il vero fondatore della società civile. Quanti delitti, quante guerre, quanti assassinii, quante miserie, quanti orrori avrebbe risparmiato al genere umano colui che, strappando i pali o colmando il fosso, avesse gridato ai suoi simili: «Guardatevi dall’ascoltare questo impostore; se dimenticherete che i frutti sono di tutti e che la terra non è di nessuno, sarete perduti!.
Jean Jacques Rousseau
Mi sveglio e apro il mio vecchio giornale, Latina Oggi: in fondo siamo legati ai ricordi.
Leggo, rileggo, mi sono appena svegliato e allora sì che mi incazzo.
Mi incazzo come una bestia: le Poste vogliono recintare e mettere i cancelli al palazzo storico che le ospita, in centro a Latina, rimasto senza recinzioni dal 1932. Sicurezza? A mia memoria non si registra alcun fatto di cronaca in quel posto, di notte e di giorno.
Nell’articolo c’è scritto che persino la Soprintendenza alle Belle Arti sarebbe d’accordo, forse hanno capito che si trattava non dell’ufficio dove si trattano bollette e pacchi, ma del carcere circondariale
Io, ingenuo, ero rimasto all’abbattimento del cubo posticcio che sostituì la scala rampante nella seconda metà del secolo scorso.
E invece Latina è nel pieno del delirio dei cancelli: cancelli alle chiese, ai parchi, alle caserme e ora perfino all’ufficio postale.
Se questo l’edificio delle Poste avesse avuto bisogno della cancellata, ci sarebbe nato.
Non è un semplice scempio: è un’offesa alla città. Latina nasce come città “senza mura”, non “in attesa di montare i cancelli”. Con questa scelta la città verrebbe, semplicemente, “cancellata”
Il Comune — nella figura del sindaco Matilde Celentano e di tutti i consiglieri —, la Fondazione con in testa Vincenzo Zaccheo, la società civile e la gente normale dovrebbero gridare contro a questa offesa.
Non amo l’architettura della città men che meno il periodo in cui è stata realizzata, ma credo fermamente che abbia diritto al rispetto.
Cosa direbbero a Siena se la sera chiudessero i cancelli di Piazza del Campo? O a Roma se a Palazzo Bonaparte mettessero le ringhiere?
Le Poste non fanno urbanistica, non fanno architettura: consegnano lettere, raccolgono denari, erogano servizi. Non costruiscono la città.
L’idea dei cancelli alle Poste è idiota, segue l’altra idea altrettanto idiota di metterli pure a Palazzo M, ai Giardinetti li hanno messi.
Il delirio del brutto ci sta invadendo. E fortuna che a destra dicevano di avere a cuore la storia di Latina: non fosse stato così, saremmo già un anonimo campetto di calcetto
Nota tecnica:
L’edificio rappresenta uno dei capolavori dell’architettura pubblica del periodo degli anni’30 ed è fortemente legato al movimento futurista cui Angiolo Mazzoni, l’ architetto che progetto’ l’edificio aderì firmando il Manifesto dell’Architettura Aerea. Viene inaugurato il XVIII dicembre del 1932, da allora ad ora senza cancelli
Questo articolo ottenuto il parere favorevole della Sovraintendenza al buon senso di Maurizio Guercio già assessore “alla bellezza” di questa città.
NB: L’ articolo non ha il parere favorevole della sovraintendenza alle belle arti perché non prevede cancelli
Aggiungo, per onor del vero, che l’ associazione dei fabbri ha espresso parere favorevole alla “cancellazione” del Palazzo delle Poste.


