LE INTERVISTE IMPOSSIBILI: ANGIOLO MAZZONI E LA CANCELLATA DELLE POSTE A LATINA

LE INTERVISTE IMPOSSIBILI: ANGIOLO MAZZONI E LA CANCELLATA DELLE POSTE A LATINA

10 Agosto 2026 0 Di maurizio guercio

NEOLATINA
Incontriamo l’architetto Angiolo Mazzoni davanti al Palazzo delle Poste di Latina, quello che progettò nel 1932. Gli raccontiamo che oggi è considerato uno dei simboli della città, studiato dagli architetti e che la sua architettura è riconosciuta come una testimonianza fondamentale della stagione delle città di fondazione del ’900.
Gli raccontiamo anche che qualcuno ha deciso di mettergli intorno una cancellata.
Mazzoni sorpreso, incredulo, ascolta in silenzio. Poi guardando il suo edificio, esclama:
Una cancellata?
NEOLATINA
Sì, una cancellata.
MAZZONI
E perché?
NEOLATINA
Per ragioni di sicurezza e decoro.
MAZZONI
Sul suo volto, una smorfia…
NEOLATIINA
Perché lei è contrario?
MAZZONI
Contrario? Sono indignato! Sono indignato per la mentalità che sta dietro a questa scelta. Quando si interviene su un edificio come questo non si sta semplicemente decidendo perché mettere una recinzione. Si sta decidendo che cosa significa, per una città, avere un’opera d’architettura.
NELATINA
E cosa significa?
MAZZONI
Significa avere una responsabilità. Questo edificio non è nato per essere semplicemente utilizzato. L’ho progettato per essere vissuto, guardato, attraversato, riconosciuto come parte della città. Ho disegnato un rapporto tra l’edificio e lo spazio urbano, con forma e funzione. E adesso qualcuno pensa di poterlo modificare come si modifica il cortile di un condominio? Pazzesco!
NEOLATINA
Ma l’edificio resta intatto.
MAZZONI
Intatto??? Dov’è la “scala rampante”, dove le grandi vetrate svettanti verso il cielo, dov’è tutto il resto? Questa è pericolosa ignoranza, l’architettura comprende lo spazio davanti all’edificio, le prospettive, le visuali, gli accessi, le relazioni con la piazza, con le persone. Se alterate queste relazioni, avete alterato l’opera. Non toccherete un mattone, ma avete alterato qualcosa di più importante: il mio progetto.
NEOLATINA
Eppure il Comune, sentita la Soprintendenza ha dato il suo consenso.
Mazzoni rimane qualche secondo in silenzio, incredulo.
MAZZONI
Questa è la cosa più incredibile. Il Comune prima e la Soprintendenza dopo, dovrebbero essere luoghi nei quali la cultura architettonica si assume la responsabilità di dire: questo bene ha un valore che va oltre la sua funzione quotidiana. Se anche chi dovrebbe tutelare il patrimonio ragiona soltanto in termini di recinzioni, accessi e sicurezza, allora abbiamo un problema. Il Comune dovrebbe essere il primo custode della propria città, non il semplice ufficio passacarte, che concede autorizzazioni. Un vero amministratore dovrebbe sapere che ogni decisione sul patrimonio lascia una traccia, una città può essere impoverita anche senza demolire nulla.
NEOLATINA
È quello che sta accadendo a Latina?
MAZZONI
Vedo il rischio di una cosa molto più grave di una cancellata.
Vedo la perdita della capacità di riconoscere il valore di ciò che si possiede. E questa è una forma di povertà culturale. Un’amministrazione non può permettersi di ignorare ciò che quell’edificio rappresenta.
NEOLATINA
Lei parlerebbe dunque di ignoranza culturale?
MAZZONI
Sì! E non userei questa espressione come insulto, la userei come diagnosi. L’ignoranza culturale non consiste soltanto nel non conoscere la storia dell’arte o dell’architettura,
consiste nel non capire che una decisione apparentemente piccola può distruggere un valore enorme. Consiste nel vedere una cancellata e non vedere più Mazzoni.
NEOLATINA
Che cosa pensa, allora, di chi ha approvato questa soluzione?
Penso che dovrebbe tornare a studiare, e non lo dico per umiliarlo, lo dico perché prima di mettere mano a un’opera di architettura, bisogna sapere quale idea di città contiene,
basterebbe il solo rispetto! Il rispetto è non rovinare ciò che non si è stati capaci di progettare e neanche di tutelare nei decenni passati.
NEOLATINA
Una frase molto dura.
MAZZONI
La durezza non è mia. È la storia che li giudicherà, ho costruito questo edificio quasi cento anni fa. Voi avete avuto cento anni per imparare a comprenderlo e tutelarlo, adesso mi dite che la soluzione è mettergli una cancellata intorno.
NEOLATINA
E alla politica cosa direbbe?
Alla politica di destra, di sinistra o di qualsiasi altro colore direi la stessa cosa:
il patrimonio culturale non è di parte. Una città non appartiene alla maggioranza che la governa in quel momento. Gli amministratori passano. Gli edifici restano.
E proprio per questo chi governa dovrebbe avere l’umiltà di sapere che sta amministrando qualcosa che non gli appartiene.
NEOLATINA
E ai cittadini?
AI cittadini direi di non accettare l’idea che tutto ciò che è autorizzato sia necessariamente giusto. Una firma non produce cultura, un timbro non produce bellezza. Un’autorizzazione non produce qualità, perché la qualità nasce dalla conoscenza.
NEOLATINA
E se la cancellata venisse realizzata?
MAZZONI
La cancelleria potrà anche essere realizzata, la gente ci farà l’occhio, ma io continuerò a vedere un’opera che, progettata per dialogare con la città, sarà stata trasformata in un oggetto da tenere sotto chiave. E allora non sarà più soltanto una cancellata ad avere vinto. Sarà l’ignoranza.
L’intervista è finita, Mazzoni si volta, e prima di andarsene, guarda ancora una volta il suo Palazzo delle Poste, e sussurra: io ho progettato questo edificio perché Littoria, oggi Latina, lo incontrasse e ammirasse, questi vogliono recintare la mia architettura, ma il vero recinto è quello che hanno costruito intorno alla loro non cultura!