SULMO BRUCIA: AVEVA RAGIONE CIOETA?
10 Agosto 2026Nel fine settimana più caldo e torrido dell’anno è andato in fumo mezzo Monte Corvino, che è il monte che sta di fronte a Sermoneta. Alla base di quel monte c’è l’abbazia cistercense di Valvisciolo con il suo misterioso sator circolare. Sulla vetta ci sono ancora i resti di un insediamento preromanico che secondo qualcuno (io) sarebbero i resti della mitologica Sulmo, la prima Sermoneta. L’incendio festivo si è mangiato ettari e ettari di bosco. Chi alzava gli occhi verso Sermoneta rimaneva impressionato dalle fiamme ardenti giorno e notte, con il fumo che arrivava a coprire la vista del Castello Caetani. I Canader della protezione civile hanno fatto continuamente la spola tra il mare e la montagna per domare quelle feroci lingue di fuoco. Ieri sera mentre i mezzi dei pompieri tornavano finalmente in caserma a Latina, l’acre odore di bruciato arrivava fino a casa mia a Ponte Nuovo. In queste ore si sono scatenate le solite e puntuali polemiche sulla protezione civile e sui pompieri che non sarebbero intervenuti in tempo o in modo adeguato. Sarà ma io li ho visti lavorare per due giorni di seguito e tornare stremati. Così come ho ascoltato, ancora una volta, le maledizioni contro il nemico infame, i famigerati piromani. Sarà vero pure questo ma io di piromani non ne conosco ma di teste di letame che accendono fuochi a capocchia per bruciare i rovi sui loro terreni invece ne ho sempre visti molti. Le ascolto queste polemiche con un po’ di stanchezza, quando invece qualcosa di interessante di cui parlare ci sarebbe davvero. Il 27 giugno si è dimesso Pierapaolo Cioeta coordinatore del Gruppo comunale della Protezione civile di Latina, che non è quello di Sermoneta, ma Pierpaolo certamente è stato, negli ultimi anni, uno dei referenti più importanti della protezione civile nel territorio pontino, oltre che esperto sul campo del settore. Quando si è dimesso Ciota ha spiegato che “la sicurezza del territorio si garantisce con una programmazione chiara di lungo periodo, risorse economiche adeguate, formazione continua e una forza lavoro proporzionata ai rischi. E’ lo stesso Codice della Protezione civile (dlgs. nr. 1 del 2018) che individua le quattro funzioni fondamentali del sistema: previsione, prevenzione, gestione delle emergenze e superamento delle stesse.” Secondo Cioeta “«nessuno di questi quattro pilastri può essere concretamente garantito quando si registra un calo drastico e costante dell’organico, accompagnato da risorse economiche insufficienti e dalla mancanza di formazione. In assenza di questi presupposti cambiano inevitabilmente le condizioni minime per poter operare in sicurezza a tutela dei cittadini». L’ormai ex coordinatore di Latina si riferiva per competenza al Comune di Latina ma non è che forse il discorso andrebbe ampliato a tutto il territorio pontino. Senza scadere nel vecchio adagio qualunquista “piove (magari) governo ladro” manco è onesto prendersela sempre con destino cinico e baro.


