Anfiteatro: soldi persi, serve il genio minatori
11 Agosto 2026Perché è stato perpetrato lo scempio dell’Anfiteatro di Sezze? Perché la comunità non lo ha salvato, non lo ha protetto?
Ma questo è ormai lo stato delle cose: ora che il brutto s’è insediato, non va più via. La Regione ritira i fondi destinati a sistemare la situazione e il Comune perde l’ennesima occasione. Vanno in fumo due milioni di euro — per darvi un’idea, meno di un terzo di quelli usati a Latina per “rovinare” i giardinetti. Porto questo esempio per raccontare la deriva verso il brutto del nostro territorio.
Io, se fossi il sindaco (ma non lo sono), farei domanda al Genio Militare per mettere cariche definitive e far saltare tutto. Per cancellare questa brutta storia che ha fatto scempio di un luogo bellissimo, dove era come se la natura si fosse costruita un teatro da sola e l’uomo dovesse mettere poco non devastare tutto .
Un posto dove ho visto spettatori seguire dagli spalti per novanta minuti il percorso del pallone, accompagnandone la traiettoria all’unisono, come ballerine o le telecamere che oggi riprendono le partire dall’alto.
Lì vedevi partite tra scapoli e ammogliati affrontate con la stessa serietà con cui ascoltavi Venditti cantare, o commedie profonde, da far l’amore con il pensiero. Poi le feste di partito, con Allende e Gramsci che ti guardavano “viventi”, testimoni di un’utopia poi tramontata; o la sensazione di toccare il Golgota quasi con mano.
Ora? La banalità del cemento. L’idolatria dell’ordine e della modernità presunta, la stessa che ha cancellato i portoni di legno per i tempi all’alluminio anodizzato ha partorito un brutto tale che persino il brutalismo sarebbe stato meglio.
Non servono i soldi, serve il Genio Minatori: una botta e via. Perché Sezze era un’altra cosa.
Che poi in Comune si “dimentichino” i finanziamenti è fatto grave, da giudicare per sé stesso. All’Anfiteatro era già morta la bellezza, poi hanno ucciso la socialità, ora muore il saper amministrare: tre morti in un posto solo.


