Celentano, Grazia Deledda e San Tommaso per tacere di Lidano e Marchetti
15 Agosto 2026Leggo con piacere il ricordo di Grazia Deledda firmato dal sindaco di Latina, Matilde Celentano. Ricorre il centenario della morte della grande scrittrice e il sindaco ha origini sarde: un omaggio giusto, condivisibile, figo.
Ma se ricordiamo il Premio Nobel sardo per l’amore viscerale verso la sua terra — lei che scriveva in italiano mantenendo la profondità della cultura sarda, quell’«isola nell’isola» come definiva la sua Nuoro — allora dovremmo fare un passo in più. Se vogliamo davvero onorare la cultura e la storia, il Comune e il sindaco dovrebbero ricordare chi questa terra l’ha plasmata nel profondo.
Dovrebbero ricordare i mille anni dalla scomparsa di San Lidano, che bonificò qui anime e terre e ci rese cristiani. O scrivere dei sessant’anni dalla morte di Alessandro Marchetti, che da queste parti fece volare l’Italia e il mondo. O celebrare chi ha fondato quella fede che ci fa Occidente, che ci fa misericordiosi e che risuona ancora nel latino volgare che parliamo ogni giorno: San Tommaso d’Aquino, che proprio tra il 2024 e il 2025 incrocia le sue ricorrenze cosmiche (700 anni dalla canonizzazione, 750 dalla morte e 800 dalla nascita). Vi pare poco?


