Quando incontri 15 anni mezzo secolo dopo

Quando incontri 15 anni mezzo secolo dopo

16 Agosto 2026 0 Di Lidano Grassucci

Capita che le cose scritte sui libri che leggevi da piccolo per provare a diventare grande ti vengano a trovare. Una ragazza di un pugno di anni si sente forte non dell’esperienza fatta, ma delle cose da venire; e chi ci è già passato non lo sa e navigherà su mari diversi. Quante paure hai a 15 anni… poi le conti e sono tante, tante, molte di più, e non ti ricordi più delle tue.
Ero un ragazzo che pensava a trasvolate e viaggi su Marte, a conquistare terre lontane e vivere come Fantomas, come Capitan Miki, come Billy Bis.
Invece…
Così sento di viaggi da fare a 16 anni come riti di iniziazione per essere grandi da bambini. A Milano la chiamano “l’età dello stupido”, dai 14 ai 18 anni, però lo dicono con la consapevolezza che vorrebbero tutti riviverla come un Giorno della marmotta. Tutto era da scoprire, persino come si fa a provare a vivere; poi tornavano papà e mamma e ti nascondevi, perché non sapevi fino a dove era bene, dove eri arrivato e quanto era male.
Non vorrei avere 15 anni, perché ho avuto i miei — e veloci. Oggi ho un altro tempo e si vive il presente, basta che sia sorprendente.
Pensavo a 15 anni che a 40 si fosse vecchi e a 60 morti; ora ne ho 65 e vorrei starci ancora un poco.
Dici: perché lo racconti? Perché ogni volta che riavvolgi i ricordi dall’alto del presente vedi come eri, e sai che nessuno sarà mai uguale a te, visto che il mondo cambia.
Chissà dove metteranno le mani, chissà cosa vedranno quegli occhi. Io vorrei sbirciare ancora un poco delle fortune che ho: e una è che sono ancora qui, e non è poco.