Latina e la sfiga di essere nata in Italia, intorno all’erba verde
18 Agosto 2026Se guardi Latina da lontano ti trovi a distanze siderali. Pure per nascere città ci vuole fortuna: se Latina fosse nata in Texas o in un dimenticato spazio siberiano, ci sarebbero file di visitatori per Palazzo M e il Garage Ruspi sarebbe più visitato della Scala di Milano.
Ma Latina è nata in Italia. E con Piero della Francesca o il Vasari non hai partita: non entri manco in campo (senza neppure citare Raffaello, Leonardo, Michelangelo o Tiziano). Insomma, nasci in fuorigioco.
Dice, ma abbiamo Antonio Pennacchi, perché Petrarca è di meno, Dante è di terza categoria, Manzoni viaggia storto? Insomma come la metti metti siamo a scapoli e ammogliati.
Se a questo aggiungi i nostri sport nazionalo – il getto della bottiglia di plastica agli incroci e lungo le strade, il lancio del piatto di plastica in pineta e l’uso delle spiagge come portacenere – facciamo bingo.
Eppure c’è chi dice: “Qui abbiamo tutto”. Che tutto? Il Parco del Circeo? Siamo rimasti poco più che a quello di Mussolini, mentre gli altri stanno piantando nuovi boschi. Il mare? In una penisola che vanta la più grande isola del Mediterraneo e una seconda che ci va quasi pari, ma di che parliamo?
Possiamo giocarci la partita? Sono passato al parco comunale di Arezzo: l’erba era verde. Che altro dire. Ma verde verde e non hanno “ristrutturato” il parco con sei milioni di euro, il parco è verde intorno alla statua di Petrarca, che sfiga nascere città in Italia e pure in ritardo.
Nella foto il parco di Arezzo oggi.


