Latina, la scomparsa dei cassonetti a scomparsa
19 Agosto 2026Toglieranno i cassonetti a scomparsa mai messi in funzione nel centro di Latina, introdotti all’epoca in cui Fabrizio Cirilli era assessore comunale, come riportato da Marianna Vicinanza sulle colonne di Latina Oggi. Bene, bravi, bis. Ma la vera notizia non è questa: la vera notizia è che sono ancora lì, inutilizzati da lustri.
La vera notizia è che le problematiche più evidenti spesso non vengono viste, come accecate all’interno di una cultura amministrativa basata sul rinvio e sul prendere tempo. Pare quasi che stiamo scontando la fretta retorica della fondazione della città con una costante procrastinazione nel presente.
Le segnalazioni si sono susseguite per anni e nel frattempo si sono avvicendate diverse amministrazioni (Di Giorgi, la gestione commissariale, Coletta, di nuovo Coletta e infine Celentano), ma quei cassonetti mai entrati in funzione sono rimasti al loro posto: opere inutili e risorse pubbliche sprecate in una realtà trascurata. Ve ne sono tre testimoni evidenti: uno davanti alle vecchie autolinee, uno in via Umberto I e uno davanti alla ASL in piazza Celli. Tre simboli di una città nata con ambizioni futuriste, cresciuta nell’era nucleare e infine lasciata sopravvivere nella noncuranza. Una trascuratezza tale da mostrare mancanza di rispetto per se stessa.
Ora si dovrà redigere un progetto, per poi valutare cosa e come fare. Per iniziare, userei la semplice buona educazione: in qualità di primo cittadino pro tempore, chiederei scusa alla comunità per il disagio arrecato, pur senza averne la responsabilità diretta. Assumerei, cioè, la responsabilità dell’istituzione per i problemi generati, spiegando chiaramente come s’intende porvi rimedio. Latina ha il diritto di essere curata, non lasciata abbruttire nell’inutile.


