Priverno e Terracina: mangiarsi la falia davanti al mare magari con i broccoletti di Sezze
19 Agosto 2026A porto Badino a Terracina è apparsa una scritta su un ponte: Pipernesi tutti appesi
Mi chiamo Lidano, sono setino, e da sempre sfotto e vengo sfottuto dai pipernesi. Noi chiamiamo Priverno al femminile, “La Cammilla”. Sono secoli di convivenza, secoli di giochi e di sfottò per ribadire chi siamo reciprocamente.
Un giorno un signore mi ferma per strada in una città lontana che non era la mia e mi chiede: «Ma noi ci conosciamo?». Gli rispondo di no, ma poi mi correggo: certo che ci conosciamo, siamo umani. Lui sorride e ci salutiamo.
Ecco, la scritta di Porto Badino è semplicemente un’imbecillità fatta da un imbecille, all’interno di una comunità di gente che da sempre convive senza astio, proprio perché umana. Senza astio che non vuole dire indifferenza ma sano palio di intelligenza.
Il primo pipernese che ho conosciuto fu in ospedale ero bambino. Ero bloccato per un incidente stradale con fratture ovunque, lui alle prese con una serie di operazioni ortopediche. L’ ortopedico era di Sezze, il dottor Paletta setino, che ci curava come fanno i medici con umana cura per guarire i guai del mondo.
Tutti i bambini del reparto cambiavano e tornavano a casa; io e lui no. Così cercammo di stare al meglio dove non potevamo non stare: ci scambiavamo i giocattoli, parlavamo fitto senza poterci muovere di una virgola. Mia madre e la sua diventarono amiche. Dopo tanto tempo, una volta dimessi dall’ospedale, abbiamo iniziato a scambiarci visite, cene e incontri. Lui era di Priverno, io di Sezze: e quindi?
Gli uomini hanno l’orgoglio di essere se stessi e i natali contano, ma la dico alla Pertini: come italiano non mi sento primo a nessuno, ma neanche secondo. Ecco, io un “secondo” l’ho trovato: è chi ha scritto quell’idiozia, perché non ha orgoglio. E Terracina? Terracina è il posto più bello del mondo. Ci andavo al mare d’estate con zia Maria e mi sembrava di stare proprio al centro del mondo.
Se mi chiedete di dove sono, vi rispondo setino fino in fondo, tra le colline Lepine e dall’Amaseno al mare, dove con la gente di Terracina siamo un po’ tutti parenti. Il mondo, alla fine, è diviso tra la bellezza dell’intelligenza e la bruttura dell’ignoranza. Chi ha scritto ignora; chi ha letto conosce, e lo compatisce.
Senza Priverno Terracina sarebbe persa, un poco affamata, senza falia. Senza Terracina Priverno sarebbe senza mare. Invece è bello mangiarsi la falia davanti al mare e magari affogata con i broccoletti di Sezze.
Tutti ritti come soldati della Civiltà contro gli imbecilli. Imbecilli che non sanno pensare


