Cultura woke e sinistra italiane: Senza Turati resta il fondotinta

Cultura woke e sinistra italiane: Senza Turati resta il fondotinta

24 Agosto 2026 0 Di Lidano Grassucci

​”Orbene, si discute oggi — anche a seguito di recenti interventi di Alexandras Ocasio-Cortez negli Stati Uniti — dell’opportunità di rivedere e mitigare la cosiddetta cultura woke. Si fa strada l’esigenza di superare una visione manichea del mondo, in cui ogni dinamica veniva ridotta a una rigida contrapposizione tra ‘corretto’ e ‘scorretto’. L’intera storia è stata letta attraverso questo filtro, con l’idea che dal lessico alla politica, fino all’economia, dovesse essere applicato un marchio di garanzia morale, quasi come fosse un disciplinare per definire il Parmigiano DOP. Si è finiti così per giudicare il passato alla luce di un ‘giusto’ stabilito a posteriori. L’Occidente — che ha regalato all’umanità la libertà individuale e l’idea stessa del diritto alla felicità — è stato trasformato nel nemico per eccellenza, schiacciato dentro la narrazione di un colonialismo ormai superato.

​In questa prospettiva, l’Occidente era dipinto come talmente privo di valore morale che l’Ucraina avrebbe dovuto arrendersi al primo carro armato russo che accendeva i motori, mentre Israele avrebbe dovuto accettare il 7 ottobre come lo scherzo bonario di un gruppo di buontemponi, quasi una reazione giustificabile alle storiche ingiustizie inflitte al Terzo Mondo, dal colonialismo alla tratta degli schiavi (omettendo comodamente che a vendere gli schiavi erano spesso i mercanti arabi: dettagli).

​Oggigiorno persino figure di riferimento come Ocasio-Cortez evidenziano come si sia esagerato. L’errore non sta nella legittima rivendicazione di scelte civili diverse, ma nel pretendere che tutti compiano la medesima scelta. Si è passati dalla tutela dei diritti universali all’affermazione del ‘diritto al desiderio’, da realizzare a qualsiasi costo. Ma mentre il diritto porta con sé un dovere conseguente, il desiderio sregolato è arbitrio dell’individuo che si fa Dio, creatore e non più creatura.

​La sinistra si trova oggi colta di sorpresa da questo ‘contrordine’, ma appare priva del corredo culturale necessario per tracciare nuovi confini. Se il movimento socialista democratico, secolare e occidentale, viene sostituito dall’ipertrofia dell’Io desiderante, la sinistra semplicemente muore. Filippo Turati diceva: ‘Il riscatto del lavoro dei suoi figli opra sarà’. Turati difendeva i proletari — coloro che avevano come unica ricchezza la prole — non i proprietari di animali domestici o gli ideologi del momento. Turati non entrava nel letto delle persone, ma nelle fabbriche e nei campi sì. Entrava anche nei libri, ma per comprenderli e diffonderli, non per riscriverli.

​Oggi la sinistra, avendo perso il contatto con il mondo del lavoro, si ritrova disoccupata: estremamente attenta agli abiti da cerimonia e ai formalismi, ma del tutto incapace di preparare il pranzo. Marx insegnava che occorre comprendere le strutture materiali della società per poterla cambiare; la sinistra odierna sembra preferire occuparsi del fondotinta dell’ipocrisia.”