La spocchia di Bonaccini e il male di sentirsi oltre

La spocchia di Bonaccini e il male di sentirsi oltre

29 Agosto 2026 0 Di Lidano Grassucci

Quando Stefano Bonaccini, presidente del PD, sostiene che chi non vota per la sua parte “ignora”, non sta pronunciando una semplice battuta infelice. Esprime, invece, una vera e propria idea fissa. È il riflesso di quella sinistra cattocomunista che presume di sapere tutto, ignorando qualsiasi altro sapere che, dal suo punto di vista, semplicemente non ha diritto di esistere. Si sentono moralmente superiori: eredi di un Enrico Berlinguer orfano del compromesso storico che si rilancia nella differenza etica. Restano orfani e custodi dell’egemonia culturale di Antonio Gramsci.
In realtà Bonaccini non parla a titolo personale: dà voce a ciò che il suo mondo sente come verità rivelata. Per loro la destra è per definizione ignorante, fatta coincidere in modo sbrigativo con il fascismo. Dimenticano che a battere il fascismo e a contenere il comunismo fu un uomo di destra come Winston Churchill, e che persino Charles de Gaulle non era esattamente un leninista. Certo, anche Stalin fece grandi cose, ma solo dopo essere stato aggredito: prima si divideva la Polonia con Hitler e con gaudio.
Bonaccini esprime il pensiero profondo degli eredi dei gesuiti-leninisti perennemente in missione per conto di qualche paradiso in terra. E i socialisti? Per loro non esistono: sono soltanto “social-fascisti”, eretici, traditori o, nella migliore delle ipotesi, comunisti non ancora ben formati che vanno presi per mano e guidati.
La loro equazione è elementare: se studi, capisci e diventi come Bonaccini; sai sempre da che parte sta il Bene e non ti sporchi mai con il Male. Se perdi le elezioni, non è perché gli avversari hanno preso più voti o idee migliori, ma perché la maggioranza del popolo non ha capito e deve essere rieducata. Poi, quando tocca ai “nostri” — si veda il caso Ranucci — scatta subito la comprensione, il perdono, la giustificazione; per gli altri, invece, c’è sempre e soltanto la gogna.
Può vincere una sinistra così? Avete mai visto un pallone aerostatico trasformarsi in un aereo?
Stare dalla parte dei tribolati non significa insegnare loro come vivere dall’alto di un partito-guida. Significa mettere le persone in condizione di vivere come vogliono, attraverso un partito che sia davvero loro. Ma Bonaccini questo non può capirlo: si erge a vate del Giusto, e chi non lo segue è marchiato come ignorante.
Io sto dall’altra parte. Perché sono socialista, perché sto tra gli ultimi e non voglio insegnare, ma imparare. Voglio che tutti gli animali della fattoria siano davvero uguali, senza che ci sia qualche maiale “più uguale degli altri”. Lo ha scritto George Orwell, che sognava la giustizia vera, non il catechismo di partito.