Gravi incendi colpiscono Sezze!
31 Agosto 2026Da questa mattina il cielo sopra i Lepini è attraversato senza sosta da elicotteri e velivoli impegnati sul fronte dell’incendio che sta interessando il Monte Semprevisa. Un viavai continuo, visibile e udibile da grande distanza, che racconta meglio di qualunque comunicato la gravità di una situazione che torna a mettere il territorio davanti alla propria vulnerabilità.
Le fiamme non sono più un fenomeno remoto confinato alla montagna. Quando un fronte di incendio cresce, alimentato dalla siccità, dal caldo e dal vento, il confine tra area boschiva e zona abitata diventa drammaticamente sottile. Ed è precisamente in quel momento che l’emergenza smette di essere una questione esclusivamente ambientale e diventa una questione di sicurezza pubblica.
Gli uomini e i mezzi che da ore stanno operando meritano rispetto. Ma sarebbe politicamente miope limitarsi a celebrare l’intervento quando il fuoco è già divampato.
Il vero banco di prova di un territorio non è soltanto la capacità di spegnere un incendio. È la capacità di impedirgli di diventare grande.
Prevenzione, manutenzione dei versanti, controllo delle aree maggiormente esposte, viabilità forestale, presidio del territorio e una pianificazione seria delle emergenze non possono essere considerati capitoli accessori da rispolverare ogni estate. Sono infrastrutture di sicurezza tanto quanto lo sono una strada, un ponte o una rete idrica.
Domani, quando il fuoco sarà spento, la politica dovrà fare ciò che troppo spesso viene rimandato: guardare il terreno bruciato e decidere come impedire che la prossima emergenza trovi ancora una volta un territorio impreparato.
Perché spegnere le fiamme è un dovere.
Fare in modo che non arrivino alle case dovrebbe essere una responsabilità politica.


