Latina? Ci salvi Crociata, diventiamo vescovato
2 Settembre 2026- Sapete bene quanto io sia repubblicano, e quanto sia italiano nell’odio verso i preti quando si facevano re: il Venti Settembre resta per me un giorno di giubilo, col solo rammarico di aver aperto una breccia a Porta Pia invece di un vuoto tra le sottane nere.
Eppure, dopo un’attenta, attentissima riflessione, giungo a una conclusione che non avrei mai voluto confessare. Visti i giardinetti, vista la guerra calcistica con il Latina, considerato il cemento di troppo in via Don Morosini — per tacere del resto — credo che si debba chiedere a Mariano Crociata, vescovo della diocesi di Latina-Terracina-Sezze-Priverno, di assumere la guida della nostra comunità: non solo nello spirito, come già fa, ma anche nel corpo.
Al posto del Consiglio Comunale insedieremo l’Assemblea dei Parroci e dei Diaconi; per il decentramento amministrativo ci affideremo ai comitati parrocchiali. Avremmo dalla nostra persino Nostro Signore, e supereremmo in un colpo solo razionalismo, futurismo e nostalgismo, forti dell’eternità di Dio e di Santa Romana Chiesa. Un movimento neoguelfo, per dirla alla fiorentina. Quanto alle festività, avremmo un calendario già ricco di santi per ogni giorno dell’anno, oltre a inni e processioni a volontà. Per i cattivi ci sarà il perdono; per chi insiste, l’Inferno come concreta possibilità.
Ai giardinetti erigeremo un Redentore che farà sembrare quello brasiliano uno scherzo da ragazzi. In via Don Morosini? Solo alberi, creature di Nostro Signore, e perdonanza per i presenti. E il mare? Si aprirà fino alla Sardegna, con tanto di autostrada e circonvallazione sul vulcano Marsili.
Ecco come si fa: si cambia gioco. Da Comune a Vescovato, se vogliamo salvarci.


