Dio non è sarto, ma creatore: la fobia del vestire delle donne

Dio non è sarto, ma creatore: la fobia del vestire delle donne

8 Settembre 2026 0 Di Lidano Grassucci

Vedo una ragazza, la faccia è da bambina. Siamo a 42 gradi in una città torrida. Lei ha due bambini, bambini come lo era lei solo poco tempo fa. Non so se sia felice o no, so che fa caldo e che non ha capelli celati dal velo, non ha forme, è tutta vestita di nero. Nero pece.

Dicono che così voglia Dio, un Dio che ha mandato questo caldo, come manderà la bufera, che ha creato ogni cosa ma si accanisce sul modo di vestire di lei, una bambina o poco più.
Il suo compagno, marito, è con la testa al vento, il volto libero è se stesso. Tiene in amo la bambina e penso, ma farà questo che fa alla sua compagna a sua figlia? Un mio amico era gelosissimo e vietò alla moglie di andare a lavorare, hanno avuto una figlia e… era figlia lui e lui la sostenne nello scegliere il lavoro. Spero sarà così.

Non mi impiccio di altre religioni, ho tanti problemi con la mia. Ma perché il Signore che ci ha creati nudi si preoccupa ora, dopo la creazione, di come andare vestiti?

E perché si accanisce sulle donne, sui loro abiti? Perché quella ragazza non può abbracciare la sua bimba con le braccia aperte e perché la bambina non può sentire la pelle della madre sulla sua?

Quale dio che ha creato il contatto poi lo vieta? Lo considera peccato? Sarebbe da indirizzare ad un buon strizzacervelli

Non sono politicamente corretto, anzi, il contrario. Da noi le donne hanno diritto al corpo, al volto, alla identità, alla vita. Da noi sono padrone del loro viaggio e per conquistare questo c’è voluto determinazione e coraggio, tempo e battaglie. Urlavano le nostre coetanee “il corpo è mio e lo gestisco io”

Lo dico, questi che coprono quello che nasce scoperto non sono umani. Non sono di civiltà diverse, civiltà è rispetto di ciascuno nella natura che ci ha fatto nudi non per superare la prova costume o per manifestare virtù che non ci sono, ma per farci vivere al meglio col cappotto d’ inverno e in camicia d’ estate.
La ragazza è vestita di nero, a me il nero non piace nelle camice, nel caldo torrido, quando segna i tempi e i riti della morte.
Il signore Dio dell’ universo ha fatto il mondo a colori, lo ha fatto come ruote del pavone, lo ha fatto di mille sfumature di azzurro anche nel mare che è uguale dal polo nord a quello sud.
Nessuna persona deve nascondere se stessa, la civiltà ha occhi, faccia e corpo.

Altrimenti? È inumano. E Dio? Spero che la smetta di fare il sarto e cerchi la salvezza dal male che ha regalato ai suoi figli. Spero che liberi dal bisogno e non ne crei altro.
Si nascondono i ladri non le donne che danno la vita.