Emma Bonino e la libertà con una settimana di ritardo

Emma Bonino e la libertà con una settimana di ritardo

11 Settembre 2026 0 Di Lidano Grassucci

​Entro’ in “casa” mia con un ritardo puntuale di almeno una settimana. Mia madre mi portava L’Espresso da farmi leggere, ma sempre quello della settimana prima. Lei stava su quella rivista e parlava di cose che capivo poco, forse niente, ma intanto imparavo… Con una settimana di ritardo.

​Lei è Emma Bonino. Era radicale quando qui eravamo democristiani codini; era libertaria quando eravamo intruppati per farci sovietici — e sarebbe stato tragico. È morta oggi, all’età di 78 anni.

​Divorzio, aborto, libertà civili: battaglie di una donna che non pretendeva di offrire modelli, ma di ridurre il danno. Lei, Adele Faccio, Marco Pannella e tanti altri hanno dato a noi un’idea liberale della vita che non fosse il monastero che abbiamo abitato in duemila anni di storia. Una rosa nel pugno come i segni del socialismo della Francia rivoluzionaria, come il cappello frigio della grande rivoluzione.

​Emma ha messo il singolo, l’uomo, davanti alla sua libertà, che è prima di tutto responsabilità. La leggevo e capivo poco, figlio com’ero dell’idea che l’uomo è libero se mangia, se ha da mangiare; invece Emma aggiungeva: se ha da essere felice.

​Sono diventato socialista libertario anche grazie a lei, grazie alla sua visione laica in un Paese rimasto teocratico dentro. Così la saluto: era una donna che in politica parlava di persone, di singoli, di individui in cui nessuno è uguale a un altro. È stata, lei insieme al suo mondo, l’antidoto all’idea di una società di massa e informe.

​Ogni cittadino le deve un poco del suo libero arbitrio. E le donne, tanto del loro sorriso.

Io la libertà l’ho incontrata con una settimana di ritardo. Grazie Emma nella libertà in cui sei.