Storie di Ninfa, Torino racconta

Storie di Ninfa, Torino racconta

4 Ottobre 2026 0 Di Maria Corsetti

Un mondo sospeso

Le acque di Ninfa

C’è un mondo sospeso e si trova al crocevia tra Cisterna, Cori, Latina, Norma e Sermoneta. Cinque comuni e cinque storie diverse, nate tra l’epoca preromana e il novecento. In mezzo c’è Ninfa, che non si può definire. Un’enclave dell’Eden, se si ha la fortuna di stare da soli nel silenzio del giardino e tra quelle acque che, come ha percepito la scrittrice Giulia Paterna, sembrano essere sempre mosse dalla pioggia.

In questo mondo sospeso, tra le frotte di turisti – eccome se ce ne sono, nonostante sia circondata da una terra decisamente ostile al turismo – alcuni ragazzi si perdono per tre giorni e poi restituiscono parole e suggestioni sotto forma di racconti. E questi racconti vengono letti, accompagnati dal suono di un pianoforte, mentre un pubblico sta lì ad ascoltare e non squilla neanche un telefono.

Il pubblico 

Ci sarebbe anche tanto da scrivere sul pubblico, boomer cresciuti all’improvviso e che a un certo momento hanno preso le redini di un mondo antico e lo vogliono condividere, perché chi ha vissuto negli anni ’70 ha dentro di sé l’idea della partecipazione.

Nascono così i Racconti di Ninfa, scritti dagli studenti della Scuola Holden di Torino tra il 2021 e il 2025. Studenti scrittori che hanno vissuto il Giardino in giorni di un tempo e di uno spazio che girano in maniera diversa. Suggestioni e memorie, tra bellezza, storia e leggenda. Un’esperienza significativa per chi costruisce i propri sogni sulle parole. Molto più che un esercizio di stile è la voglia di raccontare, di tirare fuori un mondo che si è creato dentro.

Il reading

I racconti del 2026, invece, sono stati letti dagli stessi autori. Reading si chiama, una forma d’arte un po’ sottotraccia, sopraffatta da arti più veloci e immediate. Il reading obbliga all’attenzione, c’è solo la forza della voce a mettere in moto neuroni e fantasia, un binomio la cui forza si sta inesorabilmente perdendo.

da sin.: Daniele Vicario e Massimo Amodio

«L’idea del soggiorno letterario a Ninfa – spiega nella premessa del volume il presidente della Fondazione Roffredo Caetani, Massimo Amodio – nasce durante la presidenza dell’architetto Agnoni, il quale, con grande sensibilità e lungimiranza ha colto le suggestioni suggerite da Daniele Vicario mirate a ripristinare una presenza costante nel tempo, seppur limitata a pochi giorni l’anno, di artisti nel giardino».

2026

Le voci del 2026: Francesco Cresta, Martina Amalfi, Giulia Paterna e Valerio Giordano, quest’ultimo che ha ceduto il testimone per la seconda parte del suo racconto a Clemente Pernarella. A proposito dell’eccellente Pernarella: fa sempre piacere vederlo lavorare nei luoghi dove è nato e cresciuto  per smentire – parzialmente – che nemo propheta in patria.

L’evento si è tenuto sabato 3 ottobre 2026 nelle sale di Ninfa.

I racconti di Ninfa

Venti i racconti pubblicati nel libro,  scritti da: Monica Acito, Letizia Bastonero, Lorenzo Bruseghin, Giacomo Collesei, Lisa Faggian, Niccolò Favilli, Alice Ferretti, Venera Dora Leone, Martina Limardi, Hélène Carlotta Lupatini, Margherita Maione, Gabriele Olivo, Francesca Pozzo, Chiara Puchetti, Alessandro Refrigeri, Maria Francesca Rubino, Lorenza Sabatino, Beatrice Salvioni e Fabio Savoini, partecipanti alle scorse edizioni del soggiorno letterario.

Copertina a cura di Fabio Savoini dall’archivio fotografico Roffredo Caetani ETS.