Latina e il “mercato americano” del martedì

Latina e il “mercato americano” del martedì

5 Gennaio 2020 2 Di Emilio Andreoli

Latina e il mercato del martedì, una lunga storia nata ai tempi della bonifica integrale delle paludi pontine. Nel dopoguerra, quando si aggiunsero i banchi degli stracci americani, il mercato settimanale del martedì, venne anche chiamato “mercato americano” ed ebbe risalto nazionale e internazionale. Ma oggi? Oggi il centro storico di Latina e il mercato del martedì non fanno più sinergia, e i loro simboli che sanciscono la decadenza della città, sono il Key e il rudere di via Rossetti.   

 

La storia del mercato di Latina ha origini lontane, sin da quando la città si chiamava Quadrato, quattro case e una chiesetta, dove oggi c’è piazza del Popolo. C’era la bonifica a quei tempi, e dai villaggi operai dei borghi, si arrivava in bicicletta per fare acquisti sulle bancarelle. La palude stava lasciando il posto alla vita.

Anni ’30: giorno di mercato al Quadrato

Per avere un grande mercato, Littoria dovrà attendere il 1934, con la realizzazione di piazza XXIII Marzo e del palazzo del Governo, oggi piazza della Libertà e Prefettura. Si scelse il martedì per non andare in concorrenza con i mercati dei paesi vicini che si svolgevano negli altri giorni della settimana. E quindi diventò il mercato del martedì. In piazza della Libertà durò molto poco e fu spostato in viale Luigi Razza, oggi via Don Morosini, forse per non impegnare un luogo importante come quello della Banca d’Italia e del palazzo del Governo.

i banchi del mercato settimanale in piazza XXIII marzo (oggi piazza della Libertà)

Nel dopoguerra in via Don Morosini, quando ancora non era stato costruito il mercato coperto. La via, il martedì, si riempiva di bancarelle, alle quali poi si aggiunsero quelle degli stracci americani. Così venivano chiamati gli abiti usati che provenivano dall’America e venduti in Italia, nasce così il mercato americano. Dopo la zona di Napoli il mercato di Latina divenne quello più importante, addirittura d’Europa.

 

La mia memoria è proprio tra quei banchi di via Don Morosini. Le grida dei mercatari che cercano di attirare l’attenzione per proporre le loro mercanzie. Mia madre che tiene per mano me e mia sorella bambini. Ricordo il banco della famiglia dei Di Marco, quello dei Piccinato, dei Di Viccaro e di tante altre famiglie di Latina di cui purtroppo non ricordo i nomi.

Il mercato del martedì e le carceri di Latina

Poi negli anni settanta fu trasferito alle case popolari nuove, le Gescal vicino le carceri. Di quello il mio ricordo è più vivo perché ero già ragazzo, e quando marinavo la scuola un salto insieme ai miei compagni lo facevamo sempre, stando attenti però, a non farci vedere troppo in giro da quelle parti. Ci piaceva frequentare il mercato perché era bazzicato soprattutto dalle donne, che venivano pure da fuori. Addirittura arrivavano da altre regioni per comprare gli stracci americani. Le bancarelle venivano montate all’alba e c’era già gente ad aspettare per tuffarsi in quell’odore di naftalina. Il primo martedì del mese era quello migliore per trovare le novità.

 

Il centro di Latina il martedì era più che mai vivo. Alle autolinee, che stavano nel cuore della città, arrivavano i pullman stracarichi di persone. Scendevano da tutti i paesi, ma anche da Roma per andare al mercato, però poi facevano pure un giro per la città, per la gioia di tutti i negozianti.

 

Certo il mercato accanto al muro di cinta del carcere non era il massimo della sicurezza e poi la domanda si stava ampliando e c’era bisogno di più spazio. Ed ecco allora che si pensa ad un’area enorme da dedicare al mercato tra i più importanti d’Europa e che diverrà anche tra i più grandi come estensione.

 

Siamo negli anni ottanta e il mercato del martedì viene trasferito in quella grande area dove era stato pensato. L’offerta si amplia, aumentano i banchi di frutta e verdura e alimentari in genere, casalinghi, eccetera eccetera. Viene costruito pure una struttura per un bar e servizi vari.

 

Sembra tutto perfetto, ma in realtà qualcosa non quadra, la città si è trasformata e il mercato appare così lontano dalla Latina che fu, la sinergia che c’era tra le due realtà non esiste più. Un centro senza più uffici pubblici, senza scuole e autolinee, svuotato pure di abitanti è in lento e inesorabile declino. Il mercato del martedì invece, che potrebbe dare un’immagine importante e fare da attrattore, come lo era anche prima oltre palude, deve accontentarsi.

Latina: Il rudere del mercato del martedì. Foto Gianmarco Montemurro

Nessuna amministrazione, dico nessuna, ha fatto nulla per riqualificare quel rudere di via Rossetti, che sarebbe dovuto essere un bar e servizi vari. Oggi è nel degrado più assoluto, dove ci hanno bivaccato addirittura le pecore. Insomma mi verrebbe da dire: “ognuno ha il proprio Key”.

 

Ancora oggi comunque il mercato è molto frequentato, anche quello americano, ma che di americano c’è ben poco perché gli “stracci” non arrivano più dall’America, ma dall’Italia, addirittura capi firmati, e il primo martedì del mese rimane sempre il miglior giorno per cercare abiti preziosi a pochi euro. Se volete approfittarne… sveglia all’alba però.

 

Ringrazio Cesare Bruni e Mauro Corbi per notizie e foto di copertina