Befana o Babbo Natale, le ragioni di una scelta di… classe e di amor di streghe

Befana o Babbo Natale, le ragioni di una scelta di… classe e di amor di streghe

6 Gennaio 2022 0 Di Lidano Grassucci

“Vuoi più bene a mamma o a papà?”. Era una domanda che imbestialiva tutti i bimbi del mondo, ed io non ho fatto eccezione. Ma ad una domanda che nasceva da questa io sapevo, e so rispondere. “Vuoi più bene a Babbo Natale o alla Befana?”. Io amo la Befana, la amo perchè mi portava i regali quando Babbo Natale ancora era “stitico” di regalistica. Basta? E no, la Befana era donna e seppur disegnata e descritta terribilmente brutta era infinitamente intrigante, intelligente, libera nel mondo, l’altro, Babbo Natale, è imbacuccato in un abito rosso con ingenua pellicetta bianca che fa da pendant con la barba. Rosso…

Quando sei arrivato ti stavo aspettando
Con due occhi più grandi del mondo
Quante stelle ci girano intorno
Se mi porti a ballare
Labbra rosso Coca-Cola

Mille, Orietta Berti, Fedez, Achille Lauro

Rosso Coca-Cola perfetto Coca-Cola, lei invece? Lei la befana non ha colori di pubblicità, non è buona per essere buona, lei assomiglia tanto alla strega che pensa diverso nell’universo, che aveva un gatto per compare e insieme pensavano a mille diversità di un Dio che era madre indulgente e non padre sanguinario, rosso Coca-Cola.

Amo la Befana per essere non buona, non perfetta ma incerta, dubbiosa e schietta di essere direttamente eguale alle streghe che vedevano l’altra parte della luna

Durante gli interrogatori è riuscito
Che le imputate
In tempo di luna al primo quarto
Hanno rinunziato al sacramento
Del battesimo
Seducendosi l’una per l’altra
A commettere tale mancamento
Permettendo per maggiore dannazione
Delle loro anime

Lunario di settembre, Ivano Fossati

Allora eccola la mia libertà che arriva su di una scopa che non dovrebbe volare eppure, vi giuro, vola. Eccola con il gatto nelle notti di piena luna cercare la verità e non ripetere le bugie. Eccola è strega l’idea di ogni pensare diverso e il rogo è la cattiva coscienza di uomini senza alcuna coscienza. La Befana è una donatrice di libertà e trasgredisce ogni formalità.

Un solo difetto: arrivava a feste finite e noi e i doni stavamo insieme per poche ore, perchè domani si tornava a scuola a diventare cacciatori di streghe non potendo più dire che le amavamo.

NOTE: La storia del gatto della Befana

Un tempo i gatti erano tutti tigrati, solo uno era di colore nero: era quello della Befana e la accompagnava nei suoi lunghi viaggi; a cavallo della scopa vedeva luoghi meravigliosi, ma sempre dall’alto. Il micio ogni tanto si chiedeva come era la vita degli umani: quando il periodo dell’Epifania si concludeva, lui infatti viveva una specie di letargo e dormiva con la strega tutto l’anno in attesa del 6 gennaio. Una notte il gatto, nel suo viaggio attorno al mondo assieme alla vecchina, si sporse per tentare di vedere più da vicino il mondo, il sacco era aperto e un regalo volo via. Dopo un pò la strega se ne accorse: “Mai era successo un errore così in millenni di viaggi!” Il gatto taceva, ma la vecchia era magica e disse: “Vecchio micione sei stato tu, non mi arrabbio…la vita è stata noiosa e solitaria con me. Ma a questo bambino bisogna pur dare qualcosa: andrai tu!” Così il gatto fu catapultato in un camino e quando arrivò nel grande salone cominciò a tossire per la gran cenere e la famiglia lo guardò stupita, ma il bambino urlava di gioia: “Che bello un amico tutto per me!” Ed i genitori non ebbero coraggio di separarli e da quel giorno i gatti non furono più solo tigrati, perché, a ricordo di quel dono, ci furono gatti neri. E per questo i gatti neri portano fortuna, perché sono un regalo della magica notte in cui i sogni si avverano.