L’ internazionale Cisterna e strapaese Latina intorno agli europei di Pallavolo

L’ internazionale Cisterna e strapaese Latina intorno agli europei di Pallavolo

15 Luglio 2026 0 Di Lidano Grassucci

​Vedo in giro ragazzi alti, vestiti tutti uguali, allegri. Sulle spalle portano scritti i nomi di paesi europei. Ma chi sono? Vivaci, giocano tra loro, pieni di vita.

​Ma che ci fanno qui? Incuriosito, chiedo. Stanno giocando i campionati europei di pallavolo a Cisterna, nel palazzetto dello sport. Sono ospiti degli alberghi di Latina, che per l’occasione si sono riempiti. Un evento internazionale che scorre sotto i nostri occhi… come fosse niente.

​Arrivano ragazzi da ogni angolo d’Europa e il sindaco di Cisterna, Valentino Mantini, si dimostra un gigante rispetto a una Latina immobile, che non si è degnata nemmeno di accogliere questi giovani, di organizzare per loro una “gita” tra Tres Tabernae e il Circeo, tra il giardino di Ninfa e il lago di Fogliano, per poi finire davanti al mare e alle sue dune. Nulla di nulla. Solo la solita fiera dei fieri nei borghi e un’afa asfissiante, che un giro sul litorale avrebbe sicuramente rinfrescato.

​Eppure, che bello sarebbe stato spiegare loro, in tante lingue diverse, che ogni lingua trova qui la stessa identica storia: che in greco c’è Omero, e che ogni luogo è diventato vicino grazie all’Appia, che di tutte le vie è la Regina, anche di questo loro viaggio fin qui.

​Ma Latina non sa di essere un capoluogo, così come non sa di avere il mare e l’Appia a farle da confine. È semplicemente ignorante di se stessa.

​Come salvarsi? Forse dovremmo fare i sindaci del capoluogo non per elezione, ma per osmosi; e svegliare d’un colpo Mantini, Tombolillo, Giovannoli. Perché l’autonomia va sedimentata dalla saggezza e dalla cultura, nella dialettica delle differenze. Oggi a Cisterna stanno al top della pallavolo, a Sabaudia dominano gli sport con i remi, persino a Pontinia sanno fare di meglio. E a Latina? Nel capoluogo non hanno pensato neanche alla più elementare delle cortesie.

​Buonanotte, popolo.