Giardinetti e la fuga dalla festa che si è fatta tempesta

Giardinetti e la fuga dalla festa che si è fatta tempesta

29 Luglio 2026 0 Di Lidano Grassucci

​Facile parlare, difficile fare. Poi far bene è persino arduo. Ma vediamo di trarre qualcosa di buono dal male.

​La vicenda dei Giardinetti a Latina è una figuraccia colossale, tenuta a galla solo da quella su Pirlo e Mancini, al netto del “Guardiola” nell’ agire di Malagò.

​Ma non è una figuraccia ascrivibile soltanto al sindaco Matilde Celentano: appartiene a pieno titolo anche alla sua opposizione. Coletta aveva rivendicato l’origine del progetto, tagliato il nastro il giorno radioso del rilancio ma… “Zanzare e mosche ho preso a botte” (in questo caso, vespe) della pubblicità.

​Insetti e bulloni sono stati gli assassini di un teatro in cui tutti, nessuno escluso, volevano fare gli attori, dimenticandosi però di leggere il copione. È il solito limite di una classe dirigente che vive come se la realtà procedesse a compartimenti stagni.

​Oggi leggo di perizie, carte e cartine, di eccezioni sollevate da chi dice di “aver detto tutto”, di vespe che per certificati con tanto di bollo non dovevano esserci e invece c’erano, e di bulloni stanchi benché presenti in quantità doppia del dovuto ma stanche eguale.

​Io proporrei un bel pellegrinaggio al Santuario del Divino Amore per l’intero Consiglio Comunale, l’ordinazione di una statua della Madonnina da piazzare all’ingresso dei Giardinetti e, infine, una richiesta di scuse formale: un atto controfirmato da tutti coloro che hanno voluto spartirsi i meriti della festa per poi dover condividere la figuraccia del dopo festa.

​Tutto qui, e mi pare già molto.

​E per i giochi? Invece di raddoppiare i bulloni, in previsione dell’affluenza record, sarebbe bastato mettere un custode, un controllore. Metterci un umano.

​Domani è un altro giorno. Ma la città si sente per suo conto, il parco è tornato ad essere quel che era, un posto a parte, un incidente di alberi li dove potevamo esserci palazzi anonimi ma in stile razionale.