Giardinetti, quando l’ultimo non chiude la porta

Giardinetti, quando l’ultimo non chiude la porta

3 Agosto 2026 0 Di Lidano Grassucci

“E l’ultimo chiuda la porta”: era la celebre frase finale di Nick Carter ai tempi di Supergulp in TV.

Ma a Latina fanno le cose serie, mica guardano i cartoni animati. Sono così impegnati con le grandi cose da dimenticarsi delle piccole. E così, due giorni fa, hanno chiuso i cancelli dei giardini pubblici alle 23:00 lasciandoci dentro la gente, che è dovuta uscire grazie all’intervento dei Carabinieri. Il giorno prima, invece, i cancelli non li hanno chiusi per niente, forse perché “l’ultimo” non aveva chiuso la porta… anche se credo abbia almeno spento la luce.

Questa storia dei Giardinetti è nata male, sotto una cattiva stella. Ogni giorno un incidente di percorso. Il mio invito è sempre lo stesso: visto che per ragioni cinematografiche siamo improvvisamente tornati ai tempi di Ulisse e Omero, affidiamoci al fato e ingraziamoci gli dèi con qualche sacrificio di circostanza.

Sembra proprio che le divinità dell’Olimpo non abbiano gradito il rifacimento dei Giardinetti e continuino a fare dispetti: mandano vespe, allentano i bulloni ai dinosauri, fanno sparire la fontanella, “rubano” i tombini con la scritta Littoria, aprono e chiudono i cancelli al contrario, sgranano il brecciolino dei viali e lasciano a cuocere al sole le capocce degli eroi patrii.

E insomma… a questo punto ci serve una raccomandazione diretta da Giove Pluvio o da Poseidone in persona.