Il prete di Roma e la repubblica di San Marino

Il prete di Roma e la repubblica di San Marino

22 Agosto 2026 0 Di Lidano Grassucci

​Leone XIV, visita San Marino: due microbi sulla mappa del mondo come stati, eppure due giganti della storia. Due modi di stare nella storia.

​Quando arrivò Napoleone, i sanmarinesi si schierarono con lui — e con chi altro potevano stare i liberi? L’imperatore, desideroso di ricompensarli per il sostegno, chiese loro quali territori volessero annettere. La risposta dei Capitani Reggenti fu un capolavoro di saggezza contadina e diplomazia eterna: “Nessuno. Lei prima o poi se ne andrà, ma con i nostri vicini dovremo conviverci per sempre”.

​Il Papa, dal canto suo, per secoli ha preteso che fosse stato Costantino a lasciargli in eredità la terra su cui regnava. Era una pretesa così falsa che quando noi italiani l’abbiamo finalmente liberato dal peso del potere terreno, lo abbiamo restituito alla sua vera dimensione universale. Ci dovrebbero ringraziare i papisti.

​Così, a San Marino si sono incontrati due mondi: la generosità di chi non ha mai chiesto nulla se non la propria indipendenza, e un’istituzione che, una volta ridotta alle sue vere proporzioni, è tornata a essere grandissima.

​La Storia insegna. Vengo da una terra di “fedeli-sudditi” del Papa-Re, e quel Re non mi può certo piacere: da orgoglioso italiano rivendico la grandezza morale dei cannoni di Porta Pia. Ma il capo della più grande comunità spirituale del mondo lo ascolto, e riconosco che non ha tutti i torti.

​E la Repubblica? All’ingresso c’è scritto “Benvenuti nell’antica terra della libertà”. Un principio che risiede fisicamente sul Titano, ma che batte nel cuore di ogni libero Comune italiano. E qui a San Marino amano Garibaldi.