La verifica della Celentano con i capigruppo e i grumi del gruppo
22 Agosto 2026I Giardinetti dovevano essere la prova del fuoco per il recupero di efficienza dell’amministrazione comunale; si stanno rivelando un guaio. Un grosso guaio, e bisognerebbe avere l’onestà di riconoscerlo: a volte il soufflé si sgonfia, il pane non lievita, ma chi governa ha il dovere di metterci un rimedio.
Poi c’è il calcio, che doveva rappresentare la rimessa in ordine e il riscatto di una città che ha già perso, un pezzo alla volta, la pallavolo, la pallanuoto, il basket… E invece? Un altro flop tremendo, che consuma una maggioranza ricca di “sensibilità” diverse ma che appare, nei fatti, irrimediabilmente stanca. Il sindaco Matilde Celentano ha convocato i capigruppo, certo, ma assomiglia più a un rito stanco che a un gesto dotato di reale senso politico. La sensazione diffusa è quella di un camion costretto a muoversi verso il basso, privo di freno a mano. Serve adrenalina, serve uno schema di gioco chiaro, serve sapere cosa fare.
D’estate si ha il tempo di girare, di guardarsi intorno. Sono stato a Cortona, una cittadina di ventimila abitanti — un quinto di Latina, più piccola persino di Sezze. Ebbene, Cortona vanta un museo di proporzioni enormi, gestito dalla locale Accademia insieme al Comune: uno spazio straordinario che custodisce reperti etruschi di rara bellezza, ville romane, persino una collezione egizia con mummie e sarcofagi. E poi un tripudio di Medioevo e Rinascimento, fino alla mostra su Gino Severini, artista del Novecento che lavorò anche con Cambellotti e i cui lavori oggi sono esposti al Centre Pompidou di Parigi.
Camminando tra queste bellezze assolute, sono arrivato a una biblioteca incredibile, ricca di migliaia di antichi manoscritti. E lì il pensiero è volato, inevitabilmente, alla biblioteca di Latina: piccola, triste, un luogo di cui si è quasi persa la memoria. Il palazzo che ospita il museo di Cortona si sviluppa su cinque piani; a Latina, invece, il Comune non si è sentito in grado di gestire nemmeno il Garage Ruspi, spaventato da costi di gestione da centomila euro l’anno. Capite dov’è il problema? C’è chi si pensa grande e chi si rassegna a pensarsi nano. Latina, purtroppo, sta nel secondo gruppo.
Mi scuserete, ma le cose hanno bisogno di essere ricordate.
Vi immaginate cosa potrebbe essere un grande Museo del Territorio Pontino? Un racconto espositivo unico che va dall’Uomo di Neanderthal del Circeo alle pitture rupestri dell’Arnaldo del Bufalo; che mette insieme il sito di Satricum con la sua Mater Matuta, la Via Appia e le sue memorie di viaggio, la Villa di Domiziano a Sabaudia, le Fonti di Lucullo, e poi su fino a Ninfa, alle grandi abbazie medievali, giungendo fino all’architettura e all’arte del Novecento.
E invece? La biblioteca di Latina non ha nemmeno una scritta decente all’ingresso. E se chiedi in giro chi fosse Aldo Manuzio, rischi di trovare solo il silenzio.


