Giuli a Latina, visita i Caetani a Fogliano e Sermoneta ma non la città

Giuli a Latina, visita i Caetani a Fogliano e Sermoneta ma non la città

30 Agosto 2026 0 Di Lidano Grassucci

Viene a Latina e a Sermoneta il ministro Giuli. Bene, benissimo. Visita la storia dei Caetani dal mare al monte: vede laghi, villaggi di pescatori, castelli e città morte e forse mai risorte.

​Il ministro è garbato, si guarda intorno, fa il suo. È ministro della cultura ma non può essere ricevuto dall’assessore alla cultura perché noi non lo abbiamo. Un dettaglio del quadro.

Lo riceve il sindaco di Latina, Matilde Celentano con la fascia come si conviene.

​ Lo ringraziamo come se non fosse un ministro della Repubblica, ma la Madonna pellegrina a cui chiedere la grazia. Leggo di lusinghe, di emozioni, e mi sembrano i cinegiornali di un tempo, dove gli indiani omaggiavano i viceré britannici.

​Cosa avrei detto a Giuli? Che questa non è terra di nessuno, se non della sua gente, esattamente come ogni altra terra. Solo che qui non abbiamo bisogno d’altro che di orgoglio.

​Una signora di Sezze vide Papa Pio IX venire a inaugurare una fontana proprio nella mia terra. Il Papa di allora, senza troppa gloria, era pure re. La signora guardò l’illustre ospite e commentò: «Se è Papa quisso, è Papa pure maritemo».

​Giuli è persona garbata. Dal punto di vista della Storia, il ministro ha visto Fogliano che guarda a Roma, è andato a Sermoneta e poi a Ninfa — dove s’incoronavano i Papi —, non ha contato cento passi ma ha guardato mille piante, un lago che ogni tanto strangoliamo con la sabbia e poi è dovuto salire fino a un castello che non conta gli anni, ma il tempo infinito della storia. Non c’erano fondazioni, fondatori, pionieri, coloni, umanesimo del lavoro ma il castello dei signori locali è il loro villaggio di pesca e di caccia. Come andare a Torino a Palazzo reale e passare prima per Stupinigi, la tenuta di caccia.
Il centenario? Si incrocia solo nel comunicato ufficiale del sindaco.

​Lo ringraziamo, Giuli, per la sua cortesia; ma ti giuro che pareva tal quale un mio compagno di liceo. Il resto sta tutto lì: «Puro maritemo è Papa».