Antisemitismo e i complottisti degli auto attentati

Antisemitismo e i complottisti degli auto attentati

1 Ottobre 2026 0 Di Lidano Grassucci
Il sentire comune contro il diverso finisce sempre per alimentare il bisogno del branco.
​Immaginiamo la scena: un aereo viene dirottato, uno dei piloti usa un coltello contro l’altro. I passeggeri intervengono, lottano, salvano se stessi e l’aeroplano. Una storia di coraggio? No?
​ Tu untto si fa nero. Perché il volo è un Dubai-Tel Aviv della Flydubai e i passeggeri sono in gran parte ebrei. E quando ci sono di mezzo gli ebrei, spunta subito l’interprete autentico della realtà, quello pronto a certificare che sì, insomma, alla fine se la sono cercata. Anzi, se lo sono fatti da soli.
​Esiste un sentire diffuso che rifiuta di riconoscere il coraggio degli israeliani e degli ebrei in generale, preferendo abbeverarsi alla favola del complotto autolesionista. Come a dire che gli ebrei, sotto sotto, hanno un’irresistibile pulsione ad auto-eliminarsi. Non come noi cristiani, e ancor di più i fratelli musulmani: noi sì che siamo le vere vittime — quasi tre miliardi di anime — di quei quindici milioni di ebrei nel mondo (e di quei dieci milioni di israeliani, arabi compresi). Gente così perversa e cattiva da arrivare al punto di massacrarsi da sola.
​Così il 7 ottobre diventa un’auto-carneficina in cui il governo israeliano sapeva e ha lasciato fare. Hamas? Ma figuriamoci, quattro buontemponi con la passione per la metropolitana e gli scavi sotterranei, che ogni tanto lanciano qualche missile solo per il gusto di proteggere i bambini che però mandano avanti.
​Così va il mondo. Noi, i buoni, i tanti, schierati contro gli “eterni deicidi”. Avendo cura di precisare, naturalmente, che anche in quel caso fecero tutto da soli: in fin dei conti, pure Cristo era ebreo.