Attentato sul volo per Tel Aviv: accoltellato il comandante
1 Ottobre 2026Per alcuni minuti, nei cieli del Medio Oriente, la paura ha assunto una forma che il mondo occidentale conosce fin troppo bene: quella di un aereo civile trasformato improvvisamente in un’arma.
Il 30 settembre il volo Flydubai FZ1073, partito da Dubai e diretto a Tel Aviv, ha perso rapidamente quota dopo un drammatico episodio nella cabina di pilotaggio. Secondo la ricostruzione fornita dalle autorità israeliane, il copilota avrebbe accoltellato il comandante e tentato di prendere il controllo dell’aereo. Il pilota ferito sarebbe riuscito ad aprire la porta della cabina, permettendo ad altri membri dell’equipaggio e ai passeggeri di intervenire. L’aereo è infine atterrato in Arabia Saudita senza vittime. (“Reuters” (https://www.reuters.com/world/middle-east/diverted-flydubai-flight-israel-was-not-hijacking-incident-israeli-prime-2026-09-30/?utm_source=chatgpt.com))
A bordo c’erano 172 passeggeri, in gran parte israeliani. La dinamica ha immediatamente assunto una dimensione politica: il primo ministro Benjamin Netanyahu ha evocato il rischio di una tragedia paragonabile all’11 settembre. Ma la politica, ancora una volta, ha corso più veloce delle indagini. L’aggressione è confermata; il movente e l’effettiva natura dell’episodio restano invece da accertare. Le autorità saudite hanno arrestato e interrogato il copilota, mentre Flydubai ha invitato a evitare speculazioni premature.
Israele ha già annunciato un rafforzamento dei controlli sui piloti dei voli diretti nel Paese. È la conseguenza più concreta di un episodio che, prima ancora di essere classificato come attentato, ha mostrato quanto possa essere sottile il confine tra un’emergenza aerea e una catastrofe.


