Degrado e declino camminano insieme tra Sezze e Sermoneta

Degrado e declino camminano insieme tra Sezze e Sermoneta

1 Ottobre 2026 0 Di Davide FacilePenna

Agli inizi dell’Ottocento Oswald Spengler pubblicò un libro, il tramonto dell’Occidente, che ha avuto un’enorme fortuna ed ha influenzato, per decenni, filosofi, pensatori e politici. Un po’ come il Capitale di Karl Marx seppur su sponda ideologica opposta. La tesi di base espressa nel libro è che la storia umana non è un’evoluzione progressiva e lineare ma una successione di grandi civilità indipendenti che nascono, crescono, decadono e muoiono come organismi biologici. Sosteneva Spengler che l’Occidente ha ormai esaurito la sua forza creativa spirituale ed è entrato nella sua fase terminale. Per sostenere questa tesi, al momento non verificata, argomentava di aver trovato alcuni fattori probanti quali il calo demografico, il cesarismo politico, il trionfo della tecnica e della scienza, il nichilismo, la dittatura del denaro, il nichilismo. Non so se avesse ragione Spelnger sui segnali del declino dell’Occidente ma ne aggiungerei uno nel caso si volesse parlare di declino del territorio locale, il degrado ambientale e urbano. Mai visto un territorio progredire quando abitanti e istituzioni accettano come normale che le strade e li luoghi di una comunità diventino discariche a cielo aperto. Il mio amico Benny, nonostante la passione per birra e carnazza, passa la maggior parte del tempo libero camminando e biciclettando sulle strade e sui sentieri tra Cori, Sermoneta e Bassiano. Qualche settimana fa stava in bicicletta tra Sermoneta e Sezze Scalo. E’ la strada che inizia dopo Borgo Tufette e si chiama via Sicilia, forse perchè il sole che splende sull’asfalto e la natura che la ingloba ricordano un po la terra degli aranci. Ci passano poche autovetture su quella strada ed è perfetta per le scorrazzate di ciclisti e podisti. Parallela a quella strada c’è la via francigena e Limito, il labirinto di viti creato da Marco Carpineti. Se si lascia via Sicilia e ci si infila nelle campagne vicine si può anche scorgere Otium, un’altalena panoramica in acciaio inox che sta di fronte al labirinto, pensata per ammirare il paesaggio dall’alto. Parliamo di una delle zone più affascinanti del nostro territorio. Peccato che Benny ci abbia incontrato una distesa kilometrica di spazzatura lungo i bordi di quella strada. Pneumatici, elettrodomestici, meterassi e sacchi della spazzatura arrivano, in alcuni punti, fino al centro della carreggiata. Lo scempio va avanti da tempo ormai.

Tra idioti animaleschi che non hanno rispetto per nulla e nessuno e istituzioni locali incapaci di arginare il degrado via Sicilia è diventata una discarica a a cielo aperto. Eppure sono tutti pronti dalle nostre parti, abitanti e politici, a puntare il dito contro altre realtà d’Italia che, come si dice, “portano a nommena” mentre noi “facimm i fatti”. La realtà chiara e semplice è che noi siamo sud del sud più degradato e il declino lavorativo, sociale ed economico è solo il gemello del degrado fisico dei nostri luoghi. Non so quale sia l’organo deputato ad intervenire. La Provincia? Il Comune di Sezze? Non chiedo da cittadino di intervenire per eliminare il degrado perchè gli enti locali conoscono benissimo la situazione. Non mi appello nemmeno al senso civico dei gettatori di rifiuti che potrebbero cambiare abitudini solo con una generosa cura a base di lathi, il bastone di bambù utilizzato dalla polizia indiana. Chiedo di cambiare nome a quella via per evitare che venga ancora associata alla terra di Pirandello e Sciascia. Chiamiamola via del Declino, mi pare più azzeccato come nome.