Coletta e Durigon, i sovrani che dovranno “concedere” la Costituzione
28 Agosto 2019Li chiamano destini incrociati, quei percorsi diversi che pone i percorrenti al medesimo bivio. Negli ultimi due anni a Latina c’è stato un sovrano amministrativo, Damiano Coletta, ed un sovrano politico Claudio Durigon. Sono stati “assoluti” nei loro ambiti, forti della loro forza. Il primo ha tentato tutte le strade per la corsa solitaria a cambiare un Comune, si è sentito investito di un ruolo salvifico, lo chiamavano capitano. Il tempo è passato ed ora ha bisogno di altro, ha bisogno del terzo stato. Durigon, il secondo, non ere capitano, ma divo, divo di quota cento ora è orfano del suo divismo e deve parlare con Claudio Fazzone, Nicola Calandrini senza il “più cento”, ma alla pari. Ma i due “alleati” non hanno dimenticato il gioco solitario che faceva. Come il terzo stato non ha intenzione di “servire” il capitano, ma chiederà di “costruire” il sindaco.
La politica ha cicli, è in precario. Il principe deve saper conquistare il potere, ma deve avere arte nel conservarlo. Altrimenti è volo di tacchino, è ruota di tacchino che si pensa pavone e, mentre il secondo ha per destino di ornare il giardino, il primo ha un appuntamento con il giorno del ringraziamento.
Durigon deve chiedere ai suoi due partner, Coletta deve chiedere al terzo stato… non hanno davanti questuanti ma giocatori alla pari.
L’alternativa alla concessione della Costituzione, la rivoluzione.
Nella foto Carlo Alberto che promette la concessione della costituzione (lo Statuto Albertino)


