Non trovo il coronavirus e mi dispiace
25 Febbraio 2020Dice, ma tu lo hai visto mai un malato di coronavirus? No, no ma pare sia cattivo. Perchè è cattivo? L’ho sentito dire alla tv, poi un mio amico si fb mi ha detto che ti spunta una narice in più. Ma è un medico? No, è un ragioniere ma è passato tre volte in farmacia e sa tutto dei farmaci. Hai paura? Tanta. Ma ti sei vaccinato per l’influenza? No, sono contro i vaccino, fanno venire l’autismo. E la pentola a pressione? Rovina i cibi, non l’aiuto.
Esci? No, non esco da venerdì. E perchè? Fuori sono tutti cattivi, pensa campano, respirano, mangiano, fanno pipi.
“”Prima di tutto vennero a prendere gli zingari, e fui contento, perché rubacchiavano. Poi vennero a prendere gli ebrei, e stetti zitto, perché mi stavano antipatici. Poi vennero a prendere gli omosessuali, e fui sollevato, perché mi erano fastidiosi. Poi vennero a prendere i comunisti, e io non dissi niente, perché non ero comunista. Un giorno vennero a prendere me, e non c’era rimasto nessuno a protestare“.
E’ il sermone del pastore Martin Niemoller alla vigilia delle tragedie del novecento
Prima erano i cinesi, poi gli asiatici, io dissi chiudiamo tutto: poi dissero che era lodigiano, poi padovano, poi veneto, poi lombardo, poi italiano e mi schifarono al mondo come io schifavo gli altri, toccai sulla pelle lo schifo degli idioti contro i figli di questo mondo che non esclude alcuno. E non mi salvo dalle chiacchiere idiote: in tv un giornalista, bene informato, pare godere che anche oggi hanno trovato uno infettato a Palermo e a Firenze un altro. E i titoli quasi disperati che a noi qui da basso non ci è toccato manco un caso.
Il borghese provveduto che annuncia catastrofi che non conosce, ignorando di medicina, divulga di fantasia il giudizio universale. Lettere scarlatte a categorie che non sono io: un segno in fronte a chiunque è passato per Venezia, a chi si è avvicinato a Terracina per quella Cina nel nome che fa già cagionevole.
Ma di che parliamo? Non so se da piccolo ho avuto, abbiamo avuto qualcosa di gravi, le febbri erano di crescenza e la cura che dovevi “sfebbrà ” e se proprio era dura un poco di vino caldo.
Un giorno mio papà mi disse di un suo malore: “Lì, me sa ca tenco da linee de freve”. Faccio “misuraamola”. Guardo il termometro segnava 42. Mi spavento, lui: “me coleco na cica e passa”. Lui era sbagliato, ma questo mondo non credo vada meglio, ma è la cattiveria che genera la paura che farà più vittime di questa influenza brutta. I lombardi non volevano i meridionali, ora ad ischia ed in Basilicata non vogliono i lombardi, il virus degli imbecilli purtroppo non ha vaccino e la cattiveria idiota che ne consegue ancor meno. L’idiota prima o poi trovo il suo collega che sarà idiota con lui.


