La poesia nel tempo del covid 19/ Bontémpo di Franco Abbenda
24 Marzo 2020Pubblichiamo una poesia di Franco Abbenda su questo tempo terribile di attesa. Tempo di una tragedia nella bonaccia. E’ in lingua setina, Franco l’ha scritta in lingua madre, la pubblichiamo in lingua madre perchè ci si sente famiglia, perchè in questi tempi serve la madre, fosse pure una grande madre come è la matria setina. In una Patria più grande. Aspettando il tempo buono, il tempo del vento, il tempo di vedere di lontano la costa, un porto, una speranza. Chi aspettava il tempo buono, chi pregava un dio che pare sordo
Bontémpo
I’ Popolo agli deserto
iarso di sete e di sólo
marciava quaci perso,
‘ntorno schitto sabbia.
Le navi antiche a maro
senza ‘na bava di vénto
co’ le vele mósce basse,
lontana ancora la tèra.
Accosì sembravamo nù
quelle dì strane a marzo
acciuncati ‘n casa, muti,
stracchi d’ozio, la paura
di nun pote’ sape’ la fine
e di morì senza funerale.
Chi aspettava bontémpo,
chi pregava i’ Dio surdo.
Foto : La zattera della Medusa – Theodore Gericault (1819) – Parigi, Museo del Louvre


