Il mio Morricone: la “missione”, gli anarchici e non avere orecchio
6 Luglio 2020E’ morto Ennio Morricone, aveva 91 anni
Il cinema era un vizio, la rivolta una necessità. sentii prima una canzone, poi quella emozione mi portò a cercare la ragione di una canzone. La cantava una donna, una voce così politica che pare lirica anche se sono canzonette. Il testo era in inglese, la voce universale e la musica?
Già la musica, come era la musica? Era italiana, era della dolcezza della lingua dolce, della tragicità della lirica, della forza di un popolo che muove.
Ho conosciuto Ennio Morricone per Here’s to You, testo di Joan Baez colonna sonora del film Sacco e Vanzetti del regista Giuliano Montaldo.
Una storia di anarchici, di ingiustizia, di povera gente che, se entra nella storia, ci entra sempre dalla parte delle vittime.
La storia mi affascinò così coerente con la purezza rivoluzionaria e libertaria della mia giovinezza, ma la musica di quel brano ritorna, ritorna.
Credo che questo sia stato Ennio Morricone, uno capace di mettere nei film altro, oltre. Il film era muto e ci hanno messo la voce, in bianco e nero e ci hanno messo il colore. Morricone ci ha messo la musica, ha reso i film più veri della vita vera perchè in questa non c’è la musica.
Vi ho raccontato la mia personale vicenda con Morricone, ma ciascuno avrà trovato qualche “suo suono” nella musica del maestro, come se sapesse raccontare di tutto a tutti.
E nella musica stavi tra la gente del Paraguay in missione con i gesuiti, che poi non erano così cattivi, a salvare gli uomini della foresta dalla ragione degli illuminati che non erano poi così lucenti. E la musica del maestro ti porgeva nuove contraddizioni in una foresta così bella e vera nel suo equilibrio delicato.
Lui ha sottolineato, bisogna avere orecchio averne parecchio per sentirsi nella musica, con la musica. Lui, Morricone, ha fatto sentire la musica anche a chi non aveva orecchio ed era perplesso.
Addio Maestro


