Il golpe di Abc: denuncia i consiglieri comunali perché fanno i consiglieri
17 Luglio 2020“Mille scuse se interrompo codesta bella conversazione, come disse il re quando sciolse il parlamento.”
Charles Dickens
Allora serve uno spiego. Dice ma chi sei tu per farlo? Uno che scrive di questa città dall’87, tutti i giorni e sapete come si dice dalle mie parti “mena, mena puro lo fero se piega”, anche io ho imparato qualche cosa. Poi sono un vecchio socialista maniaco della forma della democrazia, timoroso dei ducetti e non mieno dei “ducetti miti”.
Ha forza di scrivere qualche cosa ho imparato.
Non mi piacque l’esordio di Damiano Coletta a sindaco con il discorso di Pericle che era fico nella democrazia diretta, ma con gli schiavi di Atene, “pericoloso” nella democrazia della rappresentanza. E fu il suo primo discorso davanti al “sacro” Consiglio comunale. Consiglio, ricordo a me stessi, così sacro che nello stemma di Roma, Cori, Fondi c’è la siglia Spq, che significa “senato e popolo di…”, capito la rappresentanza è il massimo per la libertà, il suo presidio. Il consiglio comunale è quel presidio per il popolo.
Damiano Coletta e il popolo in mezzo nulla, questo spiega la stizza del suo uomo all’assessorato all’ambiente quel tal Roberto Lessio che si è sentito “pressato” da un consigliere comunale, del suo partito, Francesco Giri, per tagliare l’erba.
Ora? Ora arriva un’altra bestemmia politica: il Comune querela i consiglieri comunali rei di aver controllato le cose del Comune cosa che sono chiamati a fare perchè appresentano il popolo sovrano. Abc è diretta emanazione del Comune, sotto il controllo del comune e quindi… della sua rappresentanza. E il controllo non è funzione, tipo il servizio anagrafe, che apre alle 9 e chiude alle 14, con rientri il martedì ed il giovedì nel pomeriggio. Il popolo sovrano non fa orari di sportello, denunciare chi controlla perché ha controllato è “stupidario democratico”. E’ come contestare la multa dei carabinieri perché ci hanno fermato dopo mezzanotte e osato chiedere la patente. Un precedente gravissimo. Non ho simpatie per i leghisti ma la democrazia non si difende per gli amici e si nega agli avversari. Il modo con cui hanno fatto i controlli si contesta politicamente, mai con le querele. Il consiglio di amministrazione di Abc doveva pulire non querelare. La politica è autonoma nella sua dialettica dai giudici, se questi vengono chiamati non ha perso la Lega (di cui mi importa poco) ma la libertà di tutti. E’ la filosofia di Lessio che pensa di essere investito della missione da Dio e si stizza di ricevere il controllo del consigliere comunale.
Latina bene comune ha problemi, e grossi, con la democrazia della rappresentanza. Se Abc fosse stata di diritto privato, come Latina Ambiente, la querela era stupida uguale ma aveva senso, ma essendo del Comune è “democraticamente pericolosa”. Si può denunciare un deputato, un senatore perchè “segnala” dopo le 22, che un ponte è pericolante? Addirittura le democrazie occidentali prevedono l'”immunità” per la rappresentanza nell’esercizio delle sue funzioni i controllo. Sta in Costituzione, mica prosperi. Ma se segui un capitano (come si fa chiamare Coletta) , poi la democrazia la trovi “pesante”, “fastidiosa”, “inutile”.
Allego nota di Abc, faccio notare che i consiglieri comunali sono definiti “soggetti”.
LA NOTA DI ABC
Con riferimento ai fatti occorsi nella notte del 5 luglio, ABC intende doverosamente fare chiarezza in relazione all’accesso di consiglieri comunali e/o amministratori e/o sindacalisti avvenuto all’interno del perimetro aziendale.
Dopo aver attentamente esaminato gli atti e verificato le modalità di accesso dei soggetti all’interno dell’Azienda, il Consiglio di Amministrazione nella giornata di ieri, 15 luglio 2020, ha deliberato la volontà di sporgere denuncia querela.
Certo è che, almeno per coloro che ricoprono cariche pubbliche, ci si sarebbe attesi un maggior rispetto delle regole, posto che la violazione di un sito presidiato, ancorché di proprietà pubblica, non è in alcun modo consentito.
L’Azienda avrebbe certamente autorizzato l’accesso in un normale orario di lavoro.
La prassi aziendale improntata, da sempre, alla massima trasparenza avrebbe infatti consentito ai consiglieri comunali di ottenere ogni e qualsiasi informazione loro necessaria, evitando di forzare le regole di accesso al perimetro aziendale e, conseguentemente, di provocare il licenziamento dell’addetto al servizio di portineria così come comunicatoci dalla società incaricata del servizio di vigilanza.
Inoltre giova innanzitutto rappresentare che la società RIDA Ambiente ha interrotto il servizio di ricezione dei rifiuti per oltre una settimana, dal sabato 27 giugno al lunedì 6 luglio, comunicando dapprima un fermo impianto di tre soli giorni e poi prorogandolo ulteriormente, costringendo così ABC ad adoperarsi per cercare di contenere gli effetti di tale disagio sulla popolazione.
L’Azienda dunque, a seguito di una situazione emergenziale ad essa non imputabile, con senso di responsabilità e vicinanza al proprio territorio, ha attivato una serie di soluzioni organizzative e logistiche per contenere gli effetti negativi sulla città generati dal fermo impianto prolungato di RIDA Ambiente.
Tali operazioni non hanno compromesso in alcun modo l’ambiente, né la salute dei lavoratori di ABC anzi, hanno consentito di ridurre in modo molto significativo il quantitativo di rifiuti lasciati per le strade con rischi evidenti per la salute pubblica, specie in un periodo assolutamente particolare qual è il tempo che stiamo vivendo e per di più nei giorni di grande caldo.
Singolare è il fatto che l’attenzione degli avventori si sia concentrata verso chi ha dovuto gestire la situazione emergenziale e non si sia rivolta a chi questa situazione l’ha effettivamente provocata.


