Elogio alle ragazze del Conad: eroi che non ti aspetti nella guerra del virus

Elogio alle ragazze del Conad: eroi che non ti aspetti nella guerra del virus

27 Gennaio 2021 0 Di Lidano Grassucci

Come cambiano le cose. Sto in auto ad un incrocio, ho la precedenza ma… ma dall’altra parte c’è una signora e noto il maglione rosso con su scritto Conad. La faccio passare, quasi come avrei fatto con una ambulanza. Lei non ha preteso nulla, non aveva la sirena, ma mi sono sentito in dovere di farle un favore. No, meglio: di restituirle un favore. Lei e i suoi colleghi, ho preso Conad ma mettete il gruppo che volete, da un anno stanno “salvando” questo paese dalla fame, dalla solitudine, dalla morte civile. L’insegna di un supermercato è come l’oasi nel deserto, come l’isola nel mare, come una chiesa per un pellegrino e Roma è ancora lontana. Lavorano ogni giorno: zona rossa, gialla o rosso scuro. Vanno da loro tutte le persone e non rischiano di meno o sono esentante dal male.

Eroi di una strana guerra dove abbiamo visto il dolore ma mai il carnefice. Gli eroi erano cavalieri arditi,  piloti di aerei, tamburini sardi, santi martiri…. ora ragazze che danno cibo, luce. un ponte all’esterno di un mondo chiuso al suo interno ed abbiamo paura anche di uscire di casa. Figure nuove che c’erano ma che quasi non vedevamo,  ed ora sono la croce rossa in questo campo di battaglia di anime sole.

Certo ci sono medici, infermieri, poliziotti, ricercatori… ma da un anno, da un anno sono lì con i loro maglioni rossi e sai che anche domani ci saranno in un mondo in cui “di doman non v’è certezza”.

Faccio passare la signora per antica cortesia e anche per nuova empatia. Ho scoperto eroi dove non me lo aspettavo e un poco ci hanno salvato.