Signorine che leggevano libri rari

Signorine che leggevano libri rari

2 Marzo 2021 0 Di Lidano Grassucci

Signorine di buona famiglia borghese leggevano libri rari, storie di cavalieri mai domi, di principesse in cerca di amori. Leggevano di automi, di santi, di mirabili viaggi oltre il fiume che si vede dalla finestra. Sotto pergolati ancora senza frutti o in giardini d’inverno come cattedrali vetrate.

Prese dalle storie avvolte dalle trame, tramanti di viaggi in Zanzibar immaginate, in isole con le palme e vuote come certe strade al sol leone di Ferragosto quando le fughe verso il sole sono finite e respirano.

Leggono, legge, assorta dal dialogo fitto di due “conoscenti” che ardiscono a riconoscersi. Il mondo non capisce il rapimento di leggere e offendono con gran rumore quella bolla tra te e te che è vedere il film unico di quella lettura.

Signorine di buona famiglia borghese leggevano libri rari, vite di fanciulle giunte alla fonte e della fonte sentivano rarefarsi gli odori del sottobosco e qui trovare alghe pulitissime che danzavano con la correnti.

Signorine di buona famiglia borghese leggevano libri rari su panchine all’ombra di palme importate qui terra di querce.

Signorine di buona famiglia borghese leggevano libri rari, storie di giganti e ballerine.

Ma chi conosce tutte le storie del mondo, ma loro leggevano le storie nel mondo e del loro mondo si riservarono l’esclusiva, un signore passante di lì dal fiume guardò quel leggere fitto e smise di vogare per non disturbare

Signorine di buona famiglia borghese leggevano libri rari e ne erano rapite.

 

Jean-Honoré Fragonard , The Reader (la lettrice) 1776